(Adnkronos) – “Il dolore è un tema fondamentale per Siaarti, perché attraversa tutte le nostre discipline: dalla sala operatoria al postoperatorio, dalla terapia intensiva fino alle cure palliative. Durante il congresso affrontiamo questi argomenti in maniera trasversale, con sessioni dedicate, tra gli altri temi, al dolore postoperatorio, al dolore cronico, anche in gravidanza e a quello in pronto soccorso”.
Lo ha detto Silvia Natoli, responsabile dell’Area culturale Siaarti di terapia del dolore e cure palliative, all’Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, in corso fino a sabato 24 ottobre a Milano. “Abbiamo proposto percorsi clinici costruiti a partire da casi concreti, seguendo il paziente nelle fasi del suo percorso assistenziale – chiarisce Natoli – Un esempio è il caso di una persona anziana con frattura del collo del femore: partiamo dall’arrivo in pronto soccorso, dove il paziente presenta un dolore importante, per poi affrontare la gestione durante l’intervento e nel postoperatorio.
Introduciamo possibili complicanze, per arrivare a discutere anche il ruolo delle cure palliative e della pianificazione delle cure. L’obiettivo è sviluppare il tema in modo diverso dal solito, coinvolgendo tutte le componenti di Siaarti e mostrando come la gestione del dolore richieda un approccio condiviso tra specialisti”.
Un altro percorso riguarda i pazienti con dipendenze da sostanze e politraumi.
“La parola chiave che più spesso porta al sito della Società scientifica attraverso Google è ‘fentanyl’ – osserva l’esperta – Questo ci ha mostrato quanto l’argomento abbia attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. È importante, però, distinguere il fentanyl utilizzato in ambito medico, in anestesia e nella terapia del dolore, dalle sostanze prodotte e distribuite illegalmente, che non offrono le stesse garanzie di qualità e sicurezza – puntualizza – La questione riguarda anche i nostri specialisti. In pronto soccorso, in sala operatoria e in terapia intensiva possiamo incontrare pazienti con dipendenza da eroina o persone in trattamento con metadone e buprenorfina, utilizzati anche nelle terapie di mantenimento. Sono pazienti che possono presentare una tolleranza agli oppioidi e problematiche specifiche nella gestione del dolore e delle emergenze. Per questo abbiamo coinvolto anche i responsabili dei SerD, i Servizi per le dipendenze, con l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione tra i professionisti e costruire percorsi di gestione condivisi”.
Pain therapy in Italy "is constantly evolving, but it has not yet reached the level of development it should," says Natoli. "Difficulties remain in organizing care pathways and in patient care. Accessing a pain therapy specialist is still challenging, both for general cultural and educational reasons, and because centers are not always able to realize their full potential. In some settings, adequate organizational and regulatory conditions are lacking to ensure effective service delivery. The network is not yet sufficiently widespread, and significant differences persist between Italian regions. An important step is the transition from ICD-9 to ICD-10 classification codes. This evolution allows for a more systematic identification and classification of pain therapy procedures. We hope that the introduction of the new codes, expected in 2027, will help make the activities performed by centers more recognizable, even from an administrative standpoint."
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