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Formenti (Confindustria Nautica): "Numeri importanti per il 66esimo Salone di Genova"

Formenti (Confindustria Nautica): "Numeri importanti per il 66esimo Salone di Genova"

(Adnkronos) - “Sono previste più di mille imbarcazioni in esposizione, 215 novità e 45 Paesi rappresentati da cinque continenti. Le unità in acqua registrano un incremento del 4% rispetto all'anno scorso, un rafforzamento favorito anche dallo spostamento delle date dall'1 al 6 ottobre, che ha ...

(Adnkronos) – “Sono previste più di mille imbarcazioni in esposizione, 215 novità e 45 Paesi rappresentati da cinque continenti. Le unità in acqua registrano un incremento del 4% rispetto all’anno scorso, un rafforzamento favorito anche dallo spostamento delle date dall’1 al 6 ottobre, che ha agevolato la presenza di imbarcazioni di maggiori dimensioni e superyacht, oltre a un record storico con un più 28% di multiscafi.

Si tratta di numeri importanti, ai quali si aggiungono i buyer internazionali presenti sia nel settore trade sia negli incontri B2B, organizzati in collaborazione con Ice Agenzia. Avremo circa 140 operatori esteri invitati da tutto il mondo e quattromila inviti personali destinati a professionisti e operatori del settore, garantendo un afflusso di rilievo sia di buyer che di stampa globale”.

Lo ha detto il Presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, intervenendo oggi a Milano alla conferenza stampa di presentazione del 66esimo Salone Nautico Internazionale di Genova, dall’1 al 6 ottobre nel capoluogo ligure. 

L’obiettivo di questa edizione “è presentare la nostra industria come la più importante e coesa al mondo, capace di mostrare i propri prodotti e la propria forza.

È per questo che ci siamo sganciati dal periodo collocato tra Cannes e Montecarlo: forti del nostro ruolo di leadership globale, scegliamo noi la data più congeniale per i nostri espositori e per l’intera filiera”. Soffermandosi sui numeri del settore nel 2025, il presidente fa sapere: “È stato l’anno dei record: un fatturato di 8,6 miliardi di euro, il massimo storico, oltre 13 miliardi di valore aggiunto e quasi 170mila dipendenti occupati. Il 90% della produzione è destinato all’estero e dei complessivi 8,6 miliardi, ben 4,4 derivano dall’export, segnando un altro primato”. 

“Sul fronte dei superyacht – aggiunge – su 1.093 ordini mondiali, ben 568 sono italiani. Il valore aggiunto attivato è pari a 5,2: per ogni euro investito nell’industria nautica italiana se ne generano 5,2 nell’indotto diretto e indiretto. Lo stesso vale per l’occupazione, con un moltiplicatore di 7,1 posti di lavoro generati lungo tutta la filiera per ogni addetto diretto. Sono numeri che nessun altro comparto industriale italiano può vantare”. Guardando al 2026, invece “la grande nautica continua a crescere – spiega – il segmento medio si mantiene stabile pur rallentando leggermente il ritmo, mentre la piccola nautica attraversa alcune difficoltà. Questa situazione è legata all’incertezza del contesto geopolitico globale: i buyer di tutto il mondo, inclusi quelli italiani, sebbene il mercato domestico mostri maggiore resilienza, avvertono una fase di insicurezza e preferiscono attendere, pur disponendo dei budget necessari. La conclusione di conflitti come quello russo-ucraino determinerebbe un’impennata immediata, riaprendo l’accesso a mercati storicamente strategici come quello balcanico, da Croazia e Montenegro, che oggi purtroppo non possono essere pienamente raggiunti”. 

E aggiunge: “Una delle principali sfide per il settore è il progressivo innalzamento dell’età della clientela, legato alla capacità di spesa e a nuove abitudini. Per questo è fondamentale avvicinare i giovani creando uno spazio gratuito dove trovare barche e gommoni accessibili, con un costo fino a 20mila euro e guidabili senza patente, insieme a iniziative di formazione, foil e start-up. In quest’area a ingresso libero tutti possono visitare le esposizioni senza pagare il biglietto, che è previsto solo per l’accesso al Salone principale e alle aree istituzionali. È essenziale coinvolgere i giovani per formare i diportisti del futuro, entusiasmandoli e aiutandoli a intraprendere questo percorso”. 

Infine conclude: “La filiera italiana è unica e completa. Parte dalla componentistica, dall’accessoristica e dalla cantieristica piccola, media e grande, per estendersi alla portualità, ai servizi, al charter in crescita esponenziale e alla fitta rete di vendite e assistenza tramite dealer e concessionari. Un sistema integrato che può essere adeguatamente rappresentato e organizzato soltanto a Genova da un’associazione di categoria come Confindustria Nautica”. 

economia

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