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Il ghiaccio prende forma: l’arte olimpica di Nicola Giotti scolpita nel cioccolato

Il ghiaccio prende vita: l’arte olimpica reinterpretata in modo dolce

In occasione di Milano Cortina 2026, Nicola Giotti trasforma il cioccolato in un mezzo espressivo capace di raccontare l’Olimpiade prima ancora che abbia inizio.

Nasce così una collezione di sfere artistiche che non appartengono al mondo della pasticceria tradizionale, ma a quello della scultura contemporanea: opere riflettenti, luminose, attraversate da tensione e velocità. Le superfici speculari, ottenute attraverso la tecnica dell’aerografia indiretta lucida – cifra stilistica distintiva di Giotti – diventano spazi narrativi. La luce non si posa, scorre. I colori non decorano, costruiscono movimento. Ogni sfera è pensata come un microcosmo in cui materia e visione dialogano per restituire l’essenza dello sport invernale: concentrazione, rischio, energia pura. 

Il progetto nasce da un lungo lavoro concettuale e visivo. Per oltre due mesi Giotti studia, disegna, sperimenta, fino a individuare un asse narrativo preciso: l’incontro tra la dimensione metropolitana di Milano e la forza primordiale delle Dolomiti. Due mondi lontani che, nelle sfere, si fondono in un’unica tensione visiva. Da un lato, linee verticali, riflessi notturni, tagli di luce che ricordano i grattacieli e il ritmo urbano; dall’altro, campiture fredde, profondità blu, bianchi estremi e texture che evocano il silenzio, il gelo e la maestosità della montagna. Su queste superfici prendono corpo i protagonisti olimpici: il bob che sfida la velocità, lo sciatore lanciato nella discesa, la danza sul ghiaccio declinata nella coppia e nella figura solista. Le figure non sono mai statiche: emergono e scompaiono, come colte in un istante di massima tensione. Il movimento è suggerito più dalla luce che dalla forma, più dai contrasti che dai contorni. Dal punto di vista tecnico, la sfera rappresenta una delle sfide più complesse dell’aerografia. La curvatura concava moltiplica l’effetto di ritorno dell’aria, rendendo ogni intervento estremamente preciso e irreversibile. Ottenere transizioni pulite, contrasti netti e, soprattutto, mantenere la purezza assoluta del bianco – elemento chiave dell’immaginario invernale – richiede un controllo totale del gesto e della materia. Nulla è meccanico. Ogni passaggio è eseguito a mano libera e il chiaroscuro diventa lo strumento principale per costruire profondità e dinamismo. In queste opere, lo sfondo non è mai neutro: è parte integrante della composizione, un campo visivo che amplifica l’azione e ne moltiplica l’intensità.

Anche la scelta del cioccolato contribuisce alla narrazione. Le sfere sono realizzate in cioccolato bianco aromatizzato allo zafferano, ingrediente simbolo della tradizione milanese. Il gusto entra così nel progetto come elemento identitario, trasformando l’esperienza sensoriale in memoria culturale.

Con questa collezione, Nicola Giotti – terza generazione della storica Pasticceria Giotti fondata nel 1947 e membro di APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana – compie un passo definitivo oltre i confini della pasticceria. Il cioccolato diventa superficie artistica, la tecnica si fa linguaggio, l’opera dolce si trasforma in visione. Non un omaggio decorativo alle Olimpiadi, ma una riflessione materica sul loro significato più profondo.