Istigazione a delinquere, associazione con finalità di terrorismo o eversione e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, queste le accuse che hanno portato davanti al giudice Youssef Siher, ma non sono bastate per farlo rimanere in carcere, è fuori libero perché ritenuto non pericoloso. Finalità di terrorismo non pericolose? Chi ha ragione quindi chi lo ha preso o chi lo ha liberato? Ma questo è solo la punta di un iceberg che ha una base molto più larga.
Le nostre forze dell’ordine ogni giorno assicurano persone che delinquono alla giustizia ma non sono rari in cui commercianti derubati si ritrovano i ladri liberi davanti al negozio il giorno dopo. Clamoroso il caso della persona rimessa in libertà dopo avere palpato una tredicenne, perché “pentito”. Tutto ciò da una parte vanifica l’operato delle forze dell’ordine, dall’altra toglie fiducia ai cittadini che vedono lo stato debole che non riesce a proteggerli.
Ma non basta è come se alcuni pezzi dello stato si rifiutino di aderire a delle scelte logiche. C’è un’indagine su medici che pare abbiano fatto certificati falsi per evitare di far rimpatriare degli immigrati che hanno fatto dei reati, con sorpresa gli stessi immigrati non hanno smesso di delinquere. Tornando all’ultimo fatto le domande sono: i giudici devono applicare le leggi con imparzialità o le loro “simpatie” politiche guidano le loro scelte? Ma in fase di analisi, mi chiedo, se un giudice è dichiaratamente simpatizzante di una causa “Giuristi per Gaza” puo’ essere in grado di giudicare una persona che divulga la stessa causa?
