Roma, 10 giu. (askanews) – “Il Parco Otranto-Santa Maria di Leuca è un’area molto estesa e costiera, caratterizzata non tanto da grandi aree boschive quanto da una fitta macchia mediterranea intrecciata a terreni coltivati. Per questo, pur essendo la macchia mediterranea molto resiliente, gli incendi provocano danni rilevanti, con effetti oltre che sull’ambiente, anche sulla filiera economica e turistica”.
Lo ha detto Michele Tenore, presidente dell’Ente Parco Otranto-Santa Maria di Leuca, a Largo Chigi, format di Urania News. “Condividiamo l’analisi secondo cui una parte importante del problema deriva dall’abbandono dei campi. Lo avevamo già compreso durante l’emergenza Xylella. Il 29 maggio, tra Tricase, Porto e Andrano, un incendio ha interessato circa 200 ettari di terreni abbandonati ed è stato necessario l’intervento di un Canadair.
Per rafforzare prevenzione e deterrenza nei confronti dei piromani disponiamo di un drone, ma dobbiamo confrontarci con risorse limitate da parte degli enti territoriali. Abbiamo inoltre una convenzione con il Coordinamento provinciale dei volontari della Protezione civile e con il personale ARIF. Resta difficile monitorare in modo efficace un territorio così ampio.
Per questo, quest’anno abbiamo avviato una sperimentazione con sensori installati sulle querce vallonee, in grado di rilevare situazioni di rischio e generare alert. Perché un incendio intercettato sul nascere è molto più facile da gestire”, ha concluso.