L’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma e condotta con perquisizioni dai carabinieri del ROS ha acceso i riflettori su una rete clandestina nota come Squadra Fiore e su figure ex appartenenti ai servizi di intelligence. Tra gli indagati figura Giuseppe Del Deo, ex numero due del DIS, a sua volta accusato di peculato e di accesso abusivo a sistema informatico, mentre il fascicolo comprende in totale undici persone tra ex agenti, consulenti e imprenditori.
Le contestazioni si sviluppano su più piani: da un lato il presunto ruolo di un nucleo che acquisiva e commercializzava informazioni riservate dalle banche dati protette; dall’altro presunti illeciti amministrativi e finanziari riferiti all’attività di servizi segreti interni, con somme che, secondo l’accusa, raggiungerebbero milioni di euro. Nel corso delle indagini emergono intercettazioni e collegamenti che intrecciano nomi come Sind, la società citata nei contratti, e i manager Enrico Fincati e Carmine Saladino.
Le accuse principali e i capi d’imputazione
Nel quadro accusatorio figurano reati quali peculato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazioni della privacy e, in alcuni filoni, truffa e esercizio abusivo della professione. Secondo gli inquirenti, i membri della presunta rete avrebbero fatto leva su competenze tecniche e fonti riservate per ottenere dati protetti e predisporre dossier su persone fisiche e giuridiche, in cambio di remunerazioni mensili o per singole commesse.
Il Ros parla di attività che includono anche la captazione fraudolenta di conversazioni e l’inibizione di intercettazioni.
Il filone collegato a Del Deo
Nel ramo di indagine riferito a Giuseppe Del Deo, che riguarda il suo periodo all’Aisi, i pm contestano un peculato per cinque milioni di euro riconducibili, secondo l’accusa, a contratti affidati alla società Sind, allora gestita da Enrico Fincati. Dalle carte emerge anche un’intercettazione datata gennaio 2026 che farebbe riferimento a un presunto ammanco di “circa 7-8 milioni”. Gli inquirenti sostengono che Del Deo avrebbe impiegato gli schedari informativi previsti per le attività istituzionali per fini estranei al servizio.
La presunta ‘Squadra Fiore’ e le modalità operative
Secondo gli atti, la Squadra Fiore sarebbe stata operativa a partire da novembre 2026 e composta in parte da ex forze di polizia e figure legate ai servizi. Le accuse descrivono l’uso illecito di banche dati protette per profilare soggetti e imprese, la predisposizione di dossier su commissione e la vendita di informazioni riservate. Gli indagati avrebbero utilizzato strumenti elettronici simili a quelli in uso alle forze dell’ordine e tecniche per la captazione e la neutralizzazione di intercettazioni, ricorrendo anche a utenze intestate a prestanome e a nomi in codice per le comunicazioni.
Collegamenti con indagini milanesi e altre ipotesi
Le attività investigative si sono estese anche a Milano, con perquisizioni che coinvolgono nomi come Vincenzo De Marzio e Mario Cella, e con ipotesi di ricatto nei confronti di esponenti del mondo imprenditoriale. In parallelo, la Procura di Milano ha indagato la società Equalize, e gli inquirenti sospettano un reciproco scambio di informazioni protette camuffate da forniture di servizi investigativi. Tra gli altri profili contestati emerge anche un piano, descritto negli atti, volto a concentrare in una sola holding la galassia delle aziende attive nelle intercettazioni.
Conseguenze istituzionali e reazioni
Di fronte alle indagini, Giuseppe Del Deo si è autosospeso dalla carica di presidente esecutivo di Cerved Group, mentre la società ha precisato di non essere coinvolta nel procedimento e che le contestazioni riguardano fatti anteriori al suo ingresso in azienda. I promotori dell’azione investigativa, guidati dal pm Stefano Pesci, continuano le attività per acquisire elementi probatori. Va ricordato il principio di presunzione di innocenza: le accuse devono essere valutate nel corso dell’istruttoria.
Le perquisizioni e le acquisizioni documentali rappresentano tappe di un’inchiesta complessa, che intreccia intelligence, consulenza privata e interessi economici. L’evoluzione degli accertamenti potrà chiarire ruoli, flussi finanziari e modalità operative di un presunto sistema che, se confermato, ha implicazioni rilevanti per la tutela delle banche dati protette e per la fiducia nelle istituzioni coinvolte. Gli sviluppi saranno naturalmente oggetto di futuri provvedimenti giudiziari e approfondimenti.