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Iren, piano ambiente al 2035: 2,2 miliardi e termovalorizzatori

Rimini, 5 nov. (askanews) – Raccogliere i rifiuti non basta più: bisogna trasformarli in materia ed energia. Da Ecomondo Iren traccia la rotta della sua divisione ambiente al 2035, in territori sempre più esposti a ondate di calore, crisi idriche e blackout. “Vogliamo migliorare ulteriormente la qualità dei nostri servizi – spiega il presidente esecutivo del gruppo, Luca Dal Fabbro – perché noi abbiamo una missione, un ruolo fondamentale che è quello di offrire servizi migliori alla popolazione dei nostri territori: la Toscana, l’Emilia, il Piemonte e ovviamente la Liguria.

Quattro regioni più la Sicilia con l’acqua, dove vogliamo essere sempre più partner della nostra clientela, dei nostri abitatori, facendo con loro un patto che è basato sulla massima trasparenza e sul massimo sforzo da parte nostra di servire le loro esigenze”.Nei territori serviti la raccolta differenziata dovrà salire al 75 per cento e il biometano ricavato dall’organico più che raddoppiare.

Ma il nodo resta la chiusura del ciclo, dove l’Italia fa ancora i conti con le discariche. “La sintesi è dare più forza al nostro domani. Lo facciamo con 10,4 miliardi di euro di investimenti nei 10 anni – ricorda l’amministratore delegato, Gianluca Bufo -. 2,2 sono sul settore dell’ambiente. Qui ci concentriamo, dopo tanti anni dove abbiamo migliorato la qualità della raccolta differenziata, su quelle infrastrutture critiche per la fase di fine ciclo dei rifiuti, i termovalorizzatori.

Il paese ne ha bisogno di circa 22 per rispettare la normativa Ue di non mettere più i rifiuti urbani in discarica. Noi siamo posizionati con queste quattro iniziative sulle sei regioni che hanno avviato o già concluso gli iter autorizzativi. Gli investimenti li dobbiamo, li sappiamo e li vogliamo fare”.

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