Roma, nov. (askanews) – Per anni la comicità italiana ha seguito un percorso abbastanza riconoscibile: la gavetta nei locali e nei teatri, il palco e la televisione come vetrina per raggiungere il grande pubblico. Oggi quel modello si è profondamente trasformato. Social network, piattaforme digitali, televisione e spettacoli dal vivo hanno ridefinito i linguaggi dell’intrattenimento e il rapporto tra artisti e pubblico, modificando anche le modalità con cui un talento può emergere e costruire una carriera.
In questo scenario si inserisce Talenti.pro, progetto nato come spin-off di Spettacoli.pro, con l’obiettivo di individuare, accompagnare e sviluppare nuovi profili artistici. Non soltanto uno spazio di scouting, ma una vera factory, un laboratorio che punta a dare metodo e strumenti a chi vuole trasformare una predisposizione comica in una professione, mettendo in relazione competenze autoriali, formazione e conoscenza dei diversi linguaggi dello spettacolo.
Un percorso che parte da una consapevolezza: oggi il talento, per affermarsi, deve sapersi esprimere su più palcoscenici, reali e digitali. A raccontare la nascita e la visione di queste due realtà, dalla distribuzione e produzione degli spettacoli alla ricerca e alla crescita dei nuovi artisti, è Patrick Contarini, ideatore dei progetti Spettacoli.pro e Talenti.pro.”Spettacoli Pro produce e distribuisce centinaia di spettacoli all’anno, ha quindi un suo volano consolidato e lavora con artisti rinomati o che hanno già uno spettacolo o che comunque fanno questo di mestiere.Talenti Pro è una factory, è un nuovo modo di approcciare il mondo professionistico della comicità: un mestiere che è sempre stato considerato soprattutto una questione di dote e talento, ma spesso senza un metodo.
E Talenti Pro è un laboratorio in cui i nuovi artisti imparano a lavorare con metodo, a stare sul palco, a realizzare video per il web e a comunicare nei vari modi che oggi servono per raggiungere il grande pubblico.È il contenitore giusto perché riunisce autori importanti, che hanno lavorato con grandi artisti e hanno scelto di aderire a questo progetto per scrivere e accompagnare il percorso dei nuovi talenti.Non saranno tantissimi, perché non possiamo industrializzare questo meccanismo. Noi siamo artigiani più che industriali della comicità: vogliamo lavorare su pochi artisti, pochi talenti, ma in maniera strutturata e circolare.Dobbiamo investire sui nuovi talenti per creare la comicità di domani. Il punto d’arrivo è avere uno spettacolo pronto, una presenza sul web o un prodotto televisivo pronto. Perché è a quel punto che si supera quella linea per cui si diventa professionisti”.