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Un nuovo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) mette in luce un dato allarmante: fino a quattro casi di cancro su dieci nel mondo potrebbero essere evitati. Questo studio, condotto in concomitanza con il World Cancer Day, esamina una serie di fattori di rischio, inclusi stili di vita e infezioni, identificati come cause prevenibili di tumore.
Pubblicato il 4 febbraio, il documento analizza ben 30 fattori di rischio, tra cui l’uso di tabacco, il consumo di alcol, l’obesità, la sedentarietà e l’inquinamento atmosferico. Per la prima volta, sono state incluse anche 9 infezioni note per essere oncogene, ampliando così il campo di studio sul cancro e le sue origini.
Principali cause di cancro prevenibili
Secondo le stime, circa il 37% dei tumori diagnosticati, pari a circa 7,1 milioni di casi, sarà riconducibile a cause potenzialmente evitabili. Tra queste, il tabacco emerge come il principale colpevole, responsabile del 15% dei nuovi casi, seguito dalle infezioni con un 10% e dal consumo di alcol con un 3%.
Tipologie di cancro più frequenti
Le neoplasie più associate a fattori di rischio prevenibili sono il cancro ai polmoni, il cancro dello stomaco e il cancro cervicale, che insieme costituiscono quasi la metà dei casi. Il cancro polmonare è principalmente collegato all’abitudine di fumare e all’inquinamento atmosferico, mentre il cancro gastrico è in gran parte dovuto all’infezione da Helicobacter pylori. Il cancro cervicale, invece, è associato in modo predominante al Papilloma virus umano (Hpv).
Disparità di incidenza tra generi e regioni
Un aspetto interessante emerso dallo studio è la disparità nell’incidenza dei tumori prevenibili tra uomini e donne. Infatti, il 45% dei nuovi casi di cancro negli uomini è attribuibile a fattori evitabili, rispetto al 30% delle donne. Tra gli uomini, il fumo rappresenta circa il 23% dei nuovi casi, seguito da infezioni con un 9% e alcol con un 4%. Nelle donne, le infezioni incidono per l’11%, il fumo per il 6% e l’obesità per il 3%.
Differenze geografiche nelle statistiche
Le statistiche mostrano anche differenze regionali significative. In Africa subsahariana, per esempio, il 38% dei tumori è identificato come prevenibile, mentre in Nord Africa e Asia occidentale tale percentuale scende al 24%. Negli uomini dell’Asia orientale, la percentuale di tumori prevenibili raggiunge un sorprendente 57%, mentre in America Latina e nei Caraibi scende al 28%. Queste discrepanze sono attribuite a vari fattori, tra cui stili di vita, condizioni socioeconomiche e accesso a servizi sanitari.
Strategie di prevenzione
Il rapporto sottolinea l’importanza di sviluppare strategie di prevenzione mirate, che possano includere misure di controllo del tabacco, regolazione dell’alcol, campagne di vaccinazione contro infezioni oncogene come l’Hpv e l’epatite B, e miglioramenti nella qualità dell’aria. È fondamentale promuovere ambienti di lavoro sicuri e stili di vita sani, per ridurre l’esposizione a rischi noti.
Un approccio coordinato tra diversi settori, dalla sanità all’istruzione, dall’energia al lavoro, potrebbe contribuire a evitare milioni di diagnosi di cancro e migliorare la salute pubblica complessiva. Ridurre i fattori di rischio non solo abbatterebbe l’incidenza del cancro, ma porterebbe anche a un risparmio sui costi sanitari a lungo termine, favorendo un benessere maggiore per l’intera popolazione.