Roma, 23 gen. (Adnkronos) – "Ho, e abbiamo come Dsp, guardato con attenzione alla vicenda politica in cui si è cimentato il generale Vannacci. Molte sue affermazioni erano condivisibili, specialmente sul piano internazionale, per la pace e contro la guerra; ma ora, in attesa dell’ennesimo incontro chiarificatore con Salvini, non si può dire che abbia le idee chiare sul suo posizionamento politico.
La Lega, in questo periodo, ha detto anche cose giuste, ma, alla fine, ha votato tutto il votabile, dall’ultimo pacchetto di armi all’Ucraina della scorsa settimana al non porre la fiducia al Governo sulla trappola mortale per l’economia, l’agricoltura e i consumatori italiani, costituito dal Mercosur. Ma Vannacci non è un semplice iscritto della Lega, ne è il vicesegretario nazionale. A dire il vero la scorsa settimana il generale Vannacci aveva detto di non votare il decreto sulle armi all’Ucraina, giusto. Lo hanno seguito solo due deputati, ma in un'intervista ha disconosciuto la paternità dell’atto. Il nodo di fondo resta quello di costruire una vera alternativa sovranista ad una destra sempre più cedevole e a una cosiddetta sinistra serva del pensiero unico; in sostanza alle due facce della stessa medaglia". Lo ha affermato Marco Rizzo, leader di Democrazia sovana popolare nel corso della riunione organizzativa del Congresso che si terrà da sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio all'Hotel Ergife.
"Un giorno Vannacci scopre le ragioni della Russia ed un altro fa il vicesegretario di un partito che ha sempre mandato le armi all’Ucraina.-ha aggiunto Rizzo- Ora non si capisce se basterà una manata sulla spalla di Salvini per fare rientrare tutto, in attesa di un posto da ministro, come dicono alcuni? La politica non è una scienza esatta, ma ha le sue regole: a questo punto, Vannacci, politicamente non ci interessa più. Resta la cordialità. Ma nulla di più".