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Lello Rocchetti lascia il Gran Caffè Gambrinus dopo oltre trent'anni

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Dopo migliaia di tazzine e una ricetta distintiva, Lello Rocchetti lascia il bancone del Gran Caffè Gambrinus tra applausi e un video che racconta il suo ultimo caffè

28 febbraio — Si è chiuso un capitolo della caffetteria napoletana con il pensionamento di Lello Rocchetti, 67 anni, storico barista del Gran Caffè Gambrinus di Napoli. Per decenni la sua presenza al bancone di piazza Trieste e Trento ha caratterizzato il rito quotidiano della preparazione del caffè, seguito da clienti locali e ospiti internazionali.

La notizia dell’addio è stata diffusa dal caffè attraverso un video pubblicato sui canali social della casa, che documenta l’ultimo servizio offerto simbolicamente allo staff. L’uscita di scena di Rocchetti rappresenta per molti clienti la fine di una continuità professionale consolidata nel tempo.

Un mestiere che è diventato spettacolo

Per molti clienti, l’uscita di scena di Rocchetti ha segnato la fine di una continuità professionale consolidata nel tempo. Dietro il bancone la sua attività superava la mera distribuzione di bevande. Con una media di circa 1.000 tazzine al giorno per oltre trent’anni, ha unito efficienza e teatralità, trasformando la pausa caffè in un momento riconoscibile per la clientela. Il movimento fluido tra macchine e leve, descritto da colleghi e clienti come quello di un barista acrobata, ha reso il servizio un piccolo spettacolo quotidiano, ripetuto con precisione e ritmo costante.

Clientela di prestigio e relazioni umane

Il servizio al Gambrinus ha messo Rocchetti a contatto con una clientela di rilievo. Tra i frequentatori figurano capi di Stato, artisti e intellettuali. In un episodio spesso ricordato, ha servito anche Papa Francesco, che preferì un cappuccino.

Più significativo della notorietà dei clienti è il tessuto di relazioni costruite nel tempo. Molti avventori sono diventati interlocutori abituali e amici. Il lavoro dietro il bancone si è così intrecciato con la vita sociale della città, lasciando una rete di rapporti duraturi.

Un’invenzione di gusto: il caffè babà

Dal bancone del Gambrinus, Rocchetti ha introdotto una creazione che unisce due tradizioni: il caffè babà. Si tratta di una ricetta pensata per mettere in dialogo la caffetteria con la ricca eredità della pasticceria napoletana. Inserito stabilmente nella carta, il prodotto mira a soddisfare sia i cultori del caffè sia gli amanti dei dolci tipici. Nella pratica, la proposta sintetizza innovazione e radici locali e si è affermata come elemento distintivo del locale.

Il valore di una ricetta

Nella proposta del caffè babà il gesto culinario assume valore simbolico. La combinazione tra la consistenza del babà e l’intensità del caffè articola un racconto urbano riconoscibile. La ricetta unisce innovazione e radici locali, offrendo autenticità ai clienti in cerca di esperienze durevoli. Non si tratta di una novità fugace: la creazione è stata concepita come impronta professionale, destinata a restare nel repertorio del locale.

Saluti, applausi e riconoscimenti

La famiglia Sergio-Rosati e lo staff del Caffè Gambrinus hanno tributato un saluto formale a Lello. Il personale ha ricevuto simbolicamente l’ultimo caffè, mentre gli applausi hanno sottolineato il valore umano e professionale del barista. Il video dell’addio, circolato sui canali social, ha documentato gli attestati di stima provenienti da avventori abituali e occasionali. Resta confermato il ruolo centrale della figura del barista nella memoria collettiva del locale.

Il barista come figura sociale

Dopo il richiamo alla memoria collettiva del locale, resta confermato il ruolo centrale della figura del barista nella vita urbana. Il barista svolge funzioni che vanno oltre la preparazione tecnica delle bevande. Diventa confidente dei clienti, punto di riferimento intergenerazionale e custode di consuetudini locali. Nel caso di Rocchetti, il lavoro al Gambrinus è stato percepito come servizio di accoglienza oltre che come prestazione professionale. Tale ruolo contribuisce a definire l’identità del caffè nella comunità.

Il futuro del bancone

Con l’uscita di scena di Lello si apre una fase di transizione per il Gran Caffè Gambrinus. Il passaggio di consegne comporterà l’ingresso di nuovi volti dietro le macchine, pur mantenendo il patrimonio di pratiche e ricette storiche. La sfida consiste nel conciliare tradizione e rinnovamento, garantendo continuità nella qualità del servizio. I frequentatori auspicano che lo spirito di cortesia che ha caratterizzato gli anni di Rocchetti rimanga elemento distintivo del locale.

Lo spirito di cortesia che ha contraddistinto gli anni di Rocchetti si combina con il lascito materiale e immateriale del locale. Il patrimonio umano e professionale — ricette, gesti, relazioni e la memoria di migliaia di tazzine servite con cura — resta a disposizione del locale e della clientela; spetterà alle nuove generazioni reinterpretarlo nel prosieguo dell’attività.