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Manageritalia Campania: "Competitività e crescita frenate da scarsa managerializzazione"

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(Adnkronos) - Troppe microimprese (95,2%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (4,3%) o medie (0,5%) e in generale sottomanagerializzate. Questo il quadro in Campania, che non si discosta molto da quello nazionale e vede le imprese impreparate ad affrontare sfide complesse come la transizione ...

(Adnkronos) – Troppe microimprese (95,2%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (4,3%) o medie (0,5%) e in generale sottomanagerializzate. Questo il quadro in Campania, che non si discosta molto da quello nazionale e vede le imprese impreparate ad affrontare sfide complesse come la transizione energetica e digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere.

In Campania ci sono 2.687 dirigenti, di cui circa il 16,4% donne (aumentate del 169,5% negli ultimi 16 anni), e solo 18.494 imprese sopra i 9 dipendenti sul totale di 385.180: il dato testimonia come ancora la stragrande maggioranza delle pmi sia priva di manager esterni alla famiglia, presenti solo nel 30% delle Pmi italiane a fronte di circa l’80% di quelle di Germania, Francia e Spagna.

Quanto una gestione manageriale sia determinante per competere lo spiegano i dati che vedono le nostre grandi e medie imprese avere una produttività in linea e a volte superiore alla media europea, mentre il livello crolla nelle piccole e microimprese. La crescita e, quindi, la managerializzazione delle pmi sono alcuni dei temi al centro dell’assemblea di Manageritalia Campania che si è svolta ieri presso gli spazi del Grand Hotel Santa Lucia in via Partenope 46 a Napoli. 

Nel corso dell’assemblea, oltre al tema della scarsa managerializzazione delle pmi, è stato affrontato anche il nodo strategico dell’innovazione e della crescente attenzione ai benefici dell’economia circolare, asset ormai indispensabili per la crescita e la competitività delle imprese.

Asset che richiedono competenze, visione strategica e una rinnovata cultura aziendale che solo i manager possono garantire accompagnando le imprese nei processi di trasformazione. 

Il gap manageriale rispetto ai principali competitor (in Italia ci sono nel settore privato 0,9 dirigenti ogni cento dipendenti, 0,3 in Campania contro il 2-4 nei principali Paesi europei) non può certo essere colmato da una crescita nell’ultimo anno dell’4,4% dei dirigenti privati nella regione (+12,6% negli ultimi 16 anni) a fronte di una crescita nazionale del 2,6% nell’ultimo anno e del +12,4% dal 2008 a oggi. Anche alla luce di questi dati, l’assemblea ha visto nella sua parte pubblica un interessante momento di confronto sul tema della competitività del territorio e della necessità di rafforzare la managerializzazione del sistema produttivo campano. Al centro del dibattito, la proposta di un nuovo patto tra manager, imprenditori e istituzioni per sostenere la crescita delle imprese e accompagnarle verso modelli organizzativi più evoluti e competitivi sui mercati nazionali e internazionali.  

 

“Prima ancora che su singoli bandi o incentivi, Manageritalia Campania propone questo patto generale sulle competenze, in linea con quanto già avevamo chiesto a novembre all’allora candidato presidente Roberto Fico” spiega il presidente di Manageritalia Campania, Ciro Turiello. “Vorremmo definire insieme alla Regione delle linee guida con dei requisiti di managerialità, in base alle quali si possano costruire degli elenchi annuali di professionisti e dirigenti che li possiedono, elenchi ai quali sia le aziende pubbliche sia le pmi possano attingere, anche per bisogni temporanei, ricevendo naturalmente delle agevolazioni. Sarebbe un importante serbatoio di tante skills ed esperienze a disposizione del nostro tessuto produttivo, che in questo modo non sarebbero disperse”. 

Al confronto hanno partecipato Marco Ballarè, presidente di Manageritalia – Angelica Saggese, assessora della Regione Campania al Lavoro e alla Formazione – Vittorio Genna, vicepresidente e ceo di Ala Corporation e presidente dell’Unione Industriali di Napoli, moderati dal giornalista de Il Mattino, Antonio Vastarelli. 

“Il rafforzamento del tessuto produttivo campano passa inevitabilmente per l’investimento in alte competenze e capitale umano” ha dichiarato l’assessora Saggese. “Come Regione sosteniamo la presenza dei manager nelle nostre imprese attraverso investimenti sulla formazione continua e sinergie strategiche. Integrare figure manageriali evolute è la chiave per guidare le pmi verso le nuove sfide, transizioni digitale e green, rendendole capaci di competere con successo sui mercati nazionali e globali”. “Per centrare l’obiettivo di una più diffusa cultura manageriale nelle nostre imprese, bisogna puntare su politiche industriali che incentivino la loro crescita dimensionale, le reti e ogni altra utile forma di aggregazione” ha evidenziato Genna. “Solo elevando il potere economico e finanziario delle realtà produttive si creano le premesse per il ricorso a profili di alta qualificazione e per una maggiore consapevolezza della necessità di superare una concezione dell’impresa legata esclusivamente alla gestione familiare”. 

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