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"Me l’ha detto il Vaticano”, rimozione dell'immagine di Meloni dall'affresco di San Lorenzo in Lucina

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Il volto di Giorgia Meloni è stato rimosso dall'affresco di San Lorenzo in Lucina per disposizione del Vaticano.

Recentemente, la cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina è stata al centro di un acceso dibattito pubblico. Un affresco restaurato nel ha suscitato polemiche per la rappresentazione di un angelo che richiamava le sembianze dell’attuale presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A seguito di un intervento della Curia, l’immagine è stata rimossa, dando avvio a un processo per il ripristino dell’opera originale.

Il restauro controverso

Il lavoro di restauro è stato condotto dal restauratore Bruno Valentinetti, il quale ha spiegato che la sua decisione di cancellare il volto è stata influenzata direttamente dal Vaticano. “Me l’ha detto il Vaticano”, ha dichiarato, sottolineando che, a suo avviso, l’immagine non rappresentava realmente la premier. Con queste parole, Valentinetti ha messo in luce il delicato rapporto tra arte, politica e religione.

Le reazioni della Curia

In seguito alla rimozione del volto, la soprintendenza speciale di Roma, sotto indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha avviato un’indagine per recuperare documentazione storica riguardante l’affresco originale. Questo lavoro di ricerca mira a confrontare l’opera restaurata con la decorazione originaria, stabilendo se il restauro abbia rispettato le linee guida iniziali.

La posizione ufficiale del Vaticano

Il cardinale Baldo Reina ha rilasciato una nota ufficiale in cui ribadisce l’importanza di mantenere l’integrità delle immagini d’arte sacra. Ha affermato che tali opere non devono essere oggetto di strumentalizzazioni e devono servire esclusivamente a sostenere la vita liturgica. Questa posizione ha confermato l’intenzione del Vaticano di separare la sacralità dell’arte dalla sfera politica.

Le discussioni interne alla chiesa

Le discussioni tra la soprintendenza, il Fondo edifici di culto e il vicariato di Roma hanno portato alla decisione di rimuovere il volto dall’affresco. L’intervento di monsignor Daniele Micheletti, parroco di San Lorenzo in Lucina, è stato fondamentale per accordare le parti e giungere a una soluzione condivisa. Le riunioni tra le autorità ecclesiastiche hanno messo in luce la necessità di preservare la tradizione e la sacralità delle opere d’arte presenti nelle chiese.

Una nuova direzione per l’affresco

Il futuro dell’affresco nella cappella del Crocifisso rimane incerto, ma è chiaro che il Vaticano intende ripristinarne l’aspetto originale. Ciò comporterà ulteriori lavori di ricerca e restauro, con l’obiettivo di riportare l’opera al suo stato originale, preservando la sua storia e il suo significato artistico. Il processo di recupero non solo servirà a ripristinare l’immagine, ma anche a riflettere sul ruolo dell’arte sacra nel contesto contemporaneo.

La controversa cancellazione del volto di Giorgia Meloni dall’affresco di San Lorenzo in Lucina rappresenta un caso emblematico delle sfide che l’arte e la religione affrontano nella società moderna. La decisione del Vaticano di intervenire sottolinea l’importanza di mantenere la sacralità delle immagini religiose, evitando che possano essere strumentalizzate per fini politici.