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Trump punta tutto sulle midterm 2026: "5mila dollari a tutti gli americani se vinciamo"

Trump punta tutto sulle midterm 2026: "5mila dollari a tutti gli americani se vinciamo"

Dalla convention di Dallas, Trump rilancia la sfida per il Congresso e annuncia un “dividendo” da 5mila dollari per gli adulti americani.

Donald Trump rilancia la corsa dei repubblicani verso le elezioni di midterm e dalla convention di Dallas chiama gli elettori alla mobilitazione. Al centro del suo lungo intervento, la promessa di un dividendo da 5mila dollari per ogni adulto americano, gli attacchi ai democratici e nuovi avvertimenti all’Iran.

Trump chiama il Gop alla mobilitazione per le elezioni di midterm 2026

Donald Trump trasforma la convention repubblicana di Dallas in un grande appuntamento elettorale in vista delle midterm del 3 novembre, chiamando il partito alla mobilitazione per mantenere il controllo di Camera e Senato. Dal palco dell’American Airlines Center, il presidente ha chiesto agli elettori di comportarsi come se fosse direttamente candidato: Vi chiedo di fare finta che io sia sulla scheda elettorale.

Secondo Trump, a 55 giorni dal voto gli Stati Uniti si troverebbero davanti a una delle consultazioni più importanti della loro storia. Il tycoon ha rivendicato quella che considera una prima parte di mandato particolarmente positiva e ha avvertito che una vittoria democratica potrebbe mettere a rischio sicurezza, confini, tagli fiscali e ricchezza degli americani.

Votate repubblicano e lasceremo il resto del mondo nella polvere per le generazioni a venire, ha dichiarato.

Trump è tornato anche a sostenere di aver vinto la presidenza tre volte, includendo il voto del 2020, ufficialmente conquistato da Joe Biden. Per aiutare il Gop, il presidente ha promesso di fare campagna nelle circa 35 sfide elettorali considerate più incerte, attraverso comizi e tele-rally, con la possibilità di visitare più volte alcuni Stati. Tra questi figura il Texas, dove sosterrà Ken Paxton nella corsa al Senato, definendolo “il più grande procuratore generale d’America”. Nel corso dell’intervento ha inoltre attaccato il democratico James Talarico e ribadito che, secondo lui, gli Stati Uniti non diventeranno mai un Paese socialista o comunista.

Midterm 2026, la promessa di Trump: “5mila dollari a tutti gli americani se vinciamo”

Il passaggio più forte sul fronte economico riguarda la promessa di un dividendo da 5mila dollari per ogni adulto americano nel caso in cui i repubblicani riescano a conquistare entrambe le Camere. “Si chiamerà ‘Trump dividend’”, ha annunciato il presidente, precisando che il denaro dovrebbe essere speso esclusivamente negli Stati Uniti. Trump ha paragonato la misura ai dividendi riconosciuti dalle aziende ai propri azionisti, senza però spiegare nel dettaglio come verrebbe finanziata o quali sarebbero i criteri per riceverla.

Il presidente ha legato la proposta ai risultati economici rivendicati dalla sua amministrazione e alla politica dei dazi, che continua a indicare come una delle principali fonti di entrate. “I dazi sono la mia parola preferita. Renderanno l’America ricca”, ha affermato, scherzando poi sulle polemiche nate in passato attorno a quella frase.

Spazio anche ai temi della sicurezza e della giustizia. Trump ha sostenuto che sotto la sua amministrazione la criminalità violenta sia diminuita sensibilmente e ha accusato i democratici di essere troppo indulgenti: “I Democratici hanno messo le manette alla nostra polizia, noi invece le abbiamo messe ai criminali”. Ha quindi promesso di contrastare la cauzione senza pagamento e di introdurre la pena di morte per grandi narcotrafficanti, trafficanti di esseri umani e assassini di appartenenti alle forze dell’ordine. Nel suo discorso ha ricordato anche Charlie Kirk, ucciso un anno fa alla Utah Valley University, accusando una parte della sinistra radicale di aver reagito alla sua morte in modo inaccettabile. Per un breve momento è caduta la maschera della sinistra radicale e avete visto che cosa rappresentano davvero, ha affermato. Trump ha inoltre attaccato Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan, tirando in ballo alcuni componenti della sua famiglia. La campagna di El-Sayed ha respinto le insinuazioni riguardanti la madre del candidato, precisando che la donna lavorava nell’assistenza ai bambini orfani e non è mai stata accusata di alcun illecito.

Iran, Stretto di Hormuz e le provocazioni di Trump sui nomi geografici

Nel lungo intervento di quasi due ore non è mancata la politica internazionale. Trump ha rivendicato le operazioni americane contro l’Iran, sostenendo che senza i bombardamenti condotti con i B-2 Teheran avrebbe ormai ottenuto l’arma nucleare. Il presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero vincendo la guerra e controllerebbero lo Stretto di Hormuz, arrivando a scherzare sull’ipotesi di ribattezzarlo “Stretto di Trump”.

Più duro il passaggio sul sito nucleare sotterraneo soprannominato Pickaxe Mountain, situato a sud di Natanz: Consiglierei all’Iran di non fare il furbo, perché altrimenti dovremo colpirlo molto duramente. Trump ha sostenuto che sarebbero stati rilevati nuovi movimenti nell’area e non ha escluso un eventuale attacco. La struttura, conosciuta come Kuh-e Kolang Gaz La, non sarebbe stata finora colpita dagli Stati Uniti e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica non avrebbe mai avuto accesso al suo interno.

Tra politica e provocazione, il presidente è tornato anche sul tema dei nomi geografici, ricordando le iniziative per ribattezzare il Golfo del Messico “Golfo d’America” e il Lago Ontario “Lago America”. Ha quindi scherzato sulla possibilità di trasformare il New Mexico in “New America” e di intervenire persino sui nomi degli oceani.

La convention di Dallas, presentata da Trump come la prima organizzata negli Stati Uniti specificamente in vista delle elezioni di metà mandato, si concluderà con una seconda serata nella quale interverrà anche il vicepresidente JD Vance. Il presidente ha già anticipato che il suo nuovo discorso sarà molto più breve: “Non serve dire le stesse cose due volte”. La prima serata si è invece chiusa sulle note di Ymca e con un ultimo appello agli elettori: Per favore, fate finta che sia io a candidarmi. Andate a votare il 3 novembre, o anche prima, perché in realtà mi sto davvero candidando: dobbiamo conquistare il Congresso.

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