Milo Infante ha concesso una lunga intervista al settimanale Chi, dove ha parlato a tutto campo, dalla nuova avventura a Mediaset, alla vita privata e a cosa pensa realmente sul caso Garlasco.
Milo Infante, intervista a tutto campo: “Le parole di Pier Silvio Berlusconi non mi fanno dormire”
Milo Infante ha lasciato la Rai per passare a Mediaset.
Il conduttore ha concesso una lunga intervista al settimanale Chi, dove ha parlato dei numeri record che ha ottenuto in Rai con “Ore 14” e del motivo che lo ha spinto a lasciare Viale Mazzini: “Ho presentato alla Rai una serie di richieste, proposte e idee di sviluppo di programmi che non sono state prese in considerazione.” Il prossimo autunno Infante sarà il nuovo volto di Rete 4.
Su Mediaset e sui complimenti di Pier Silvio Berlusconi, ha detto: “Per la prima volta, dopo anni, mi hanno fatto sentire parte di una famiglia. I complimenti di Pier Silvio? La verità è che non mi fanno dormire la notte“. Milo Infante ha anche rivelato che nella sua prossima avventura su Rete 4 ci sarà con lui anche Monica Leofreddi, collega con cui collabora da anni.
Nel corso dell’intervista il conduttore ha parlato anche della sua famiglia, di sua moglie, Sara Venturi, e di suo figlio Daniele: “Con mia moglie, che è avvocato penalista, c’è grande condivisione. Le chiedo pareri gratis dalla mattina alla sera e poi è una donna molto diretta, molto onesta, dice sempre quello che pensa. Daniele, mio figlio, ha scoperto il mio lavoro quest’anno, a 18 anni, e anche lui si interessa, fa domande, mi chiede.” Infante ha ricordato come sia mancato il dialogo tra lui e suo padre, e per questo invece ha sempre cercato di parlare con suo figlio Daniele.
Milo Infante: “Ecco cosa penso del caso Garlasco”
A “Ore 14” Milo Infante ha affrontato spesso il caso di Garlasco. Ecco la sua idea raccontata sempre durante l’intervista a Chi: “La mia idea è che Stasi non c’entri niente, che non ci siano le prove della sua colpevolezza. C’è un elemento molto forte, che riguarda la perizia Testi e ancora non è emerso ma che uscirà, e di cui sono a conoscenza, che getta ulteriori dubbi su quello che è l’impianto accusatorio verso Stasi. Per capire come andrà a finire bisogna aspettare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio e il processo. Se tutto questo avverrà, forse avremo le idee più chiare. Il grande pericolo è che si vada incontro a una fotocopia della vicenda processuale di Stasi, con un’alternanza di assoluzioni e condanne. Ho grande fiducia nella Procura di Pavia che, fino a questo momento, si è mossa con prudenza e con determinazione. E non sono cose da poco.”
