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L'incubo di una nuova pandemia: il virus Nipah con mortalità tra il 50 e il 70% allarma il mondo

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Il rischio di una nuova pandemia in arrivo: il virus Nipah e le strategie per contenerlo. Ecco cosa sapere.

Si torna a parlare di una possibile nuova pandemia in arrivo: il virus Nipah, altamente contagioso e privo di vaccino, è stato recentemente rilevato in India. La sua capacità di trasmettersi dagli animali all’uomo e, in alcuni casi, da persona a persona, accende nuovamente i riflettori sulla necessità di monitorare attentamente focolai potenzialmente pericolosi.

Storia, trasmissione e gestione del virus Nipah: dai primi focolai in Asia al rischio globale

Il virus Nipah è stato identificato per la prima volta nel 1998 in Malaysia, dove un focolaio colpì diversi suinicoltori. In India, i primi casi risalgono al 2001, con epidemie successive, tra cui quella del Kerala nel 2018, che provocò almeno 17 decessi, e altri due nel 2023. Studi epidemiologici suggeriscono che alcuni focolai siano stati collegati al consumo di frutta o succhi contaminati, come il succo di palma da dattero, entrato in contatto con secrezioni di pipistrelli infetti.

Come spiega all’Adnkronos Emanuele Nicastri, direttore dell’UOC di Malattie infettive dell’Inmi Spallanzani, “inizialmente presente in ambito animale, il virus Nipah emerge sporadicamente negli esseri umani, causando focolai soprattutto quando i primi pazienti arrivano in ospedale e la trasmissione non viene contenuta correttamente”. Nonostante l’alta letalità, gli esperti sottolineano che il rischio di diffusione internazionale rimane basso. Nicastri rassicura: “Il tipico turista non va nelle aree più povere dell’India dove c’è possibilità di contatto diretto con animali infetti. Il rischio di importazione in Italia è puramente virtuale”.

La diagnosi si effettua con test molecolari PCR sul sangue, ma non esistono farmaci specifici né vaccini approvati. L’attenzione delle autorità resta alta per contenere rapidamente eventuali nuovi focolai, con la speranza di limitare il contagio come già avvenuto in passato.

“Mortalità tra il 50 e il 70%”, torna l’incubo nuova pandemia: il virus spaventa il mondo

Un nuovo segnale di allarme sanitario proviene dall’Asia, con particolare attenzione all’India, dove sono stati confermati due casi di virus Nipah nello Stato del Bengala occidentale. Si tratta di un patogeno zoonotico, trasmissibile dagli animali all’uomo, per il quale non esistono vaccini né terapie efficaci.

Le autorità indiane hanno dichiarato di aver garantito un “contenimento tempestivo” attraverso interventi immediati, tra cui test di laboratorio, sorveglianza rafforzata e indagini sul campo. Come sottolinea il ministero della Salute indiano, “la situazione è sotto costante monitoraggio e tutte le necessarie misure di sanità pubblica sono state adottate”. L’allerta ha spinto anche Paesi vicini, come Thailandia e Nepal, a intensificare i controlli negli aeroporti per monitorare i viaggiatori provenienti dalle aree a rischio.

Il virus Nipah può diffondersi non solo attraverso il contatto con pipistrelli frugivori o maiali infetti, ma anche tramite alimenti contaminati o, in alcuni casi, da persona a persona. L’infezione può essere silente oppure evolvere in forme gravi di malattie respiratorie e encefalite fatale, con un tasso di mortalità che, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, varia dal 40 al 75%.

Matteo Bassetti, infettivologo italiano, evidenzia che “inizia come una sindrome influenzale ma può evolvere in un quadro respiratorio gravissimo e in encefalite mortale”. Il periodo di incubazione può oscillare dai quattro ai 14 giorni, rendendo il monitoraggio precoce cruciale per prevenire eventuali focolai.