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Neurologi: "Bene Ddl caregiver ma servono formazione e sostegno psicologico"

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Roma, 13 gen. (Adnkronos Salute) - E' un passo "importante verso una sanità più attenta ai bisogni sociali". Così in una nota la Società italiana di neurologia (Sin) accoglie con favore il disegno di legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri per ...

Roma, 13 gen. (Adnkronos Salute) – E' un passo "importante verso una sanità più attenta ai bisogni sociali". Così in una nota la Società italiana di neurologia (Sin) accoglie con favore il disegno di legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri per il riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari. Tuttavia, la Sin evidenzia che il provvedimento deve essere "solo l'inizio di una strategia più ampia, capace di affrontare il peso crescente delle malattie neurologiche", oggi prima causa di disabilità in Italia.

"Il caregiver è una figura essenziale, ma spesso invisibile – afferma Mario Zappia, presidente Sin – Chi assiste un paziente con patologie neurologiche vive un carico enorme, con ricadute sulla salute psicofisica, sulla vita lavorativa e sull’equilibrio economico. Bene che si sia riconosciuto finalmente il ruolo e un sostegno economico, ma occorre garantire formazione, supporto psicologico e misure per conciliare assistenza e lavoro".

Le patologie neurologiche che richiedono assistenza – riferisce la società scientifica – coinvolgono milioni di persone colpite da ictus, demenze (Alzheimer), Parkinson, sclerosi multipla. Solo l'ictus colpisce ogni anno tra 100mila e 120mila italiani, rappresentando la prima causa di disabilità nell'adulto. Le demenze interessano oltre 1 milione di persone, mentre il Parkinson supera le 300mila diagnosi. Numeri che, secondo Sin, impongono una risposta coordinata e multidisciplinare. Un recente studio di Fondazione Limpe per il Parkinson e Confederazione Parkinson Italia, coordinato da Zappia, ha infatti mostrato come il tempo dedicato dai caregiver alle persone affette da questa patologia passi da 1-2 giorni a settimana, nelle fasi iniziali, a 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno, nelle fasi avanzate. Il 15% non lavora, pur essendo in età attiva, mentre circa il 70% deve chiedere almeno un giorno di permesso al mese. A queste rinunce si aggiungono costi per riabilitazione e assistenza, spesso con supporto professionale esterno. Sul piano della salute, il 65% dei caregiver riporta un impatto importante su emotività e sonno.

Secondo i neurologi, il Ddl caregiver è un segnale positivo, ma per trasformarlo in un cambiamento di sistema occorre: "Avviare programmi di formazione dedicata, per migliorare la qualità dell'assistenza e ridurre stress e isolamento; prevedere tutele lavorative e supporto alla salute psicologica, per salvaguardare il benessere di chi assiste e rafforzare la rete neurologica nazionale, investendo in prevenzione, riabilitazione, servizi territoriali e accesso equo alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche". La disabilità neurologica "non è un destino immutabile – sottolinea Zappia – può essere prevenuta o mitigata con diagnosi tempestive, trattamenti efficaci e assistenza continua. Una sanità moderna deve prendersi cura non solo dei pazienti, ma anche di chi li sostiene ogni giorno. E' una sfida sociale e sanitaria che non può essere ignorata".