E chi resta si gode un mare che di fatto è ancora quello di agosto pagando tariffe da inizio giugno. Chi frequenta l’isola da anni lo sa e infatti prenota settembre a occhi chiusi. Per tutti gli altri vale la pena mettere in fila i numeri, perché il vantaggio è più grande di quanto si pensi. Con una controindicazione seria, quella sui trasporti locali, che conviene conoscere prima di prenotare e non una volta atterrati.
Il mare non lo sa, che l’estate è finita
Le medie storiche della temperatura dell’acqua lungo la costa gallurese dicono 23,6 gradi a Olbia, 23,8 a San Teodoro, 23,7 a Porto Cervo, con massime che possono toccare i 26-27. Sono valori da piena estate. Il meccanismo è noto: il mare accumula calore per mesi e lo cede lentamente, quindi a settembre l’acqua resta calda anche quando l’aria comincia a raffreddarsi. Il bagno non richiede nessun eroismo, nemmeno nell’ultima settimana del mese.
L’aria segue la stessa logica, con un po’ più di variabilità. Le medie climatiche di Olbia indicano massime intorno ai 27 gradi e minime sui 16, ma il mese va diviso in due. Nella prima metà le giornate arrivano spesso a 29-32 gradi e non si distinguono da quelle di agosto, se non per la luce un po’ più bassa la sera. Nella seconda metà si scende su massime tra 25 e 29, le minime calano e le serate chiedono una felpa. Tradotto: giornate piene di spiaggia almeno fino al 15-20 del mese, poi ancora sole e mare, ma con un clima da tarda primavera. Chi soffre il caldo, tra l’altro, in questa seconda finestra trova le condizioni ideali per camminare o girare l’interno senza sciogliersi.
Quanto si risparmia davvero
Sui prezzi conviene essere precisi, perché “settembre costa meno” lo dicono tutti ma pochi quantificano. Per gli hotel, una settimana in mezza pensione per due persone in strutture a 3 o 4 stelle passa dai 1.800-3.500 euro dell’alta stagione ai 700-1.200 euro della bassa. Gli operatori turistici dell’isola indicano listini di settembre più bassi del 30-40% rispetto al pieno agosto, e su alcune strutture la differenza è anche maggiore, perché agosto concentra le tariffe massime dell’anno.
Il traghetto segue la stessa curva: un passaggio ponte che nelle settimane di Ferragosto può arrivare a 82 euro, in bassa stagione si trova tra i 34 e i 38. Chi imbarca l’auto risparmia in proporzione e ha molta più scelta di date e orari.
Sui voli il quadro è ancora più semplice. Settembre resta un mese pieno per l’aeroporto di Olbia: decine di rotte nazionali e internazionali attive, con un’offerta che si riduce solo verso fine ottobre. Fuori dai picchi di agosto ricompaiono le tariffe promozionali, e i motori di ricerca mostrano per settembre biglietti a partire da meno di 20 euro a tratta dai principali aeroporti italiani. Non saranno i voli del venerdì sera, ma per chi ha flessibilità sui giorni la differenza rispetto ad agosto si vede subito.
L’avvertenza: i mezzi pubblici si fermano prima di te
Qui sta l’unica vera fregatura del viaggio settembrino, ed è il punto che quasi nessuno controlla prima di partire. Il trasporto pubblico estivo del nord-est chiude in date precise, che non coincidono con la fine del bel tempo.
Qualche esempio. Le corse stagionali che collegano Olbia a Golfo Aranci valgono fino al 15 settembre: dal giorno dopo, su quella direttrice il servizio si riduce drasticamente. La navetta che a San Teodoro collega il paese alle spiagge (La Cinta, Cala Brandinchi, Capo Coda Cavallo) fa servizio dalle 9 alle 20 fino al 30 settembre, poi sparisce e riprende a giugno. E le linee extraurbane ordinarie verso le località balneari viaggiano con poche corse al giorno, pensate per pendolari e studenti più che per chi va in spiaggia. Costruirci sopra una vacanza è complicato già a fine agosto, quasi impossibile da metà settembre.
In sintesi: atterrare è facile, muoversi no. Chi arriva in aereo di solito risolve scegliendo di noleggiare un’auto all’aeroporto di Olbia direttamente all’arrivo, prenotandola insieme al volo. È la soluzione più lineare anche per un altro motivo: il ritiro all’arrivo elimina il problema del transfer verso la struttura, che fuori stagione va comunque organizzato per conto proprio.
L’auto peraltro serve anche nelle settimane in cui le navette funzionano. Le spiagge più belle del nord-est sono sparse su decine di chilometri di costa, spesso in fondo a strade secondarie, e i paesi dell’interno non li raggiungi in nessun altro modo. La geografia della zona è fatta così: distanze brevi in linea d’aria, percorsi lenti sul terreno.
Dove andare quando la folla non c’è
Settembre restituisce al nord-est una scala umana che ad agosto si perde. Qualche idea per costruire l’itinerario, tutta a portata di mezz’ora o poco più da Olbia.
Le spiagge, prima di tutto. La Cinta, Cala Brandinchi e Capo Coda Cavallo sul versante di San Teodoro, Pittulongu e Bados a due passi da Olbia, e poi il rosario di calette della Costa Smeralda: posti che ad agosto vanno conquistati all’alba e che a settembre si godono con calma anche arrivando a metà mattina.
Poi il mare “da attraversare”. Da Palau si passa all’arcipelago di La Maddalena, e imbarcare l’auto fuori stagione è una pratica veloce invece di una prova di pazienza. Sul versante opposto c’è Tavolara, con le escursioni in barca che partono da Porto San Paolo finché la stagione regge.
Infine l’interno, che è la parte che agosto fa saltare a quasi tutti. La Gallura dei paesi in granito, San Pantaleo con il suo mercatino, Arzachena con le tombe dei giganti a pochi minuti dal centro, e la campagna dei vigneti. Qui settembre gioca in casa: è il mese della vendemmia, e in Gallura vendemmia significa Vermentino. Cantine, comuni e pro loco organizzano feste e appuntamenti legati al vino, con programmi pubblicati a ridosso delle date. Vale la pena controllare i canali locali una o due settimane prima di partire.
Cosa trovi aperto, cosa no
Molti stabilimenti balneari delle località più frequentate chiudono nella seconda metà di settembre, e i servizi in spiaggia si riducono di conseguenza. Quelli legati ai grandi resort tengono fino ai primi di ottobre, con file di ombrelloni ridotte e bar a orario corto. Per chi preferisce la spiaggia libera non è una perdita, anzi: arenili che ad agosto sono un mosaico di teli tornano ad avere spazio. Conviene solo attrezzarsi, portando ombrellone e acqua dove un mese prima avresti trovato il chiosco.
Ristoranti e locali dei centri principali lavorano tutto il mese, anche se qualche indirizzo stagionale abbassa la serranda dopo la terza settimana. Nei paesi piccoli il consiglio è banale ma utile: telefonare prima, soprattutto a cena e soprattutto da metà mese in poi.
In pratica
Il mese si divide in due finestre con caratteri diversi. La prima metà è per chi vuole ancora l’estate piena: mare caldo, giornate sopra i 30 gradi, quasi tutti i servizi attivi e i prezzi già in discesa. La seconda metà è per chi cerca il minimo dei listini e le spiagge vuote, mettendo in conto serate fresche, qualche stabilimento chiuso e i mezzi pubblici ridotti all’osso.
In entrambi i casi le cose da fissare prima di partire sono due, il volo e l’auto, possibilmente insieme per allineare orario di arrivo e ritiro. Il traghetto è l’alternativa per chi scende con la propria macchina, con il vantaggio dei prezzi di bassa stagione e lo svantaggio dei tempi di viaggio. Tutto il resto (spiagge, escursioni, cene, per i più flessibili persino l’alloggio) a settembre si può decidere anche il giorno stesso. Ed è questo il lusso vero della bassa stagione: non dover pianificare ogni ora.
