> > Paolo Giausa: dal negozio di famiglia alla holding, il percorso di un imprend...

Paolo Giausa: dal negozio di famiglia alla holding, il percorso di un imprenditore

Paolo Giausa: dal negozio di famiglia alla holding, il percorso di un imprenditore

Il fondatore di Macedonia Jewels Piercing racconta la nascita del brand, l'apertura dello store milanese e il lancio della holding Paolo Giausa Group

Una passione nata quasi per caso, tra i banconi del negozio di famiglia a Lecce, si è trasformata in un’impresa che oggi guarda al mercato nazionale e internazionale. È la storia di Paolo Giausa, fondatore di Macedonia Jewels Piercing, brand che negli ultimi anni ha saputo conquistare una community sempre più ampia grazie a una comunicazione diretta e trasparente sui social network.

Tutto comincia quando Giausa ha appena 14 o 15 anni. Nel negozio del padre, tra un cliente e l’altro, scopre il gusto di applicare orecchini e di rendere le persone soddisfatte. Un’intuizione che, col tempo, si trasforma in visione imprenditoriale, nonostante il contesto sociale non fosse dei più favorevoli a questo tipo di attività. “Ho studiato e praticato costantemente ogni singolo giorno per anni”, racconta, fino a raggiungere un livello di competenza tale da permettergli di guardare oltre i confini della sua città.

Il salto di qualità arriva con l’analisi dei dati. Monitorando i canali social e l’e-commerce, Giausa nota un riscontro crescente da parte del pubblico milanese. Decide così di aprire un punto vendita fisico a Milano, in Corso di Porta Ticinese, gestendo l’intera operazione a distanza, circa mille chilometri dalla sede pugliese, senza appoggiarsi a soci o collaboratori esterni. Una sfida che lo stesso imprenditore definisce come una delle più impegnative della sua vita professionale, affrontata in un momento in cui non mancavano gli scettici e chi lo invitava alla prudenza.

A un anno dall’apertura, i risultati sembrano dargli ragione. Lo store milanese ha costruito una clientela fatta sia di volti storici del brand sia di nuovi clienti, attratti dal format e dalla qualità del servizio. Per Giausa si tratta di una “doppia rivincita”, personale e professionale, che conferma quanto le scelte più rischiose, se sostenute da studio e determinazione, possano portare risultati concreti.

Il passo successivo nell’evoluzione imprenditoriale di Giausa è la nascita della Paolo Giausa Group, una holding pensata per riorganizzare e strutturare le diverse attività dell’imprenditore. Accanto a Macedonia Jewels Piercing, il progetto più esposto mediaticamente, Giausa gestisce infatti altre realtà meno visibili al pubblico. L’obiettivo della holding è centralizzare la gestione di questi asset, ottimizzare le risorse e creare una struttura solida capace di sostenere la crescita futura, aprendo la strada anche a possibili investimenti e a un posizionamento più ampio sui mercati internazionali.

Un ruolo determinante nella costruzione del brand lo hanno avuto Instagram e TikTok. Le piattaforme social hanno permesso a Giausa di normalizzare l’immagine del piercing, spesso percepito come un tabù, mostrando con trasparenza ogni fase del lavoro: dall’igiene alla scelta dei materiali, fino alla tecnica di esecuzione. Secondo l’imprenditore, proprio la natura immediata dei contenuti video costituisce una garanzia di autenticità agli occhi del pubblico: davanti alla telecamera non si può fingere, e questo genera fiducia.

Non meno importante, per Giausa, è la scelta di raccontare anche il “dietro le quinte” del proprio lavoro. Un modo per ribadire, soprattutto ai più giovani che guardano al mondo dell’imprenditoria, che dietro ai risultati non ci sono scorciatoie, ma anni di sacrificio, studio e costanza. Un messaggio che l’imprenditore sente di dover trasmettere con chiarezza, consapevole di quanto la narrazione social possa talvolta restituire un’immagine parziale del successo.

Guardando al futuro, Giausa non si ferma. Al momento sta lavorando a cinque nuovi progetti, due dei quali con respiro internazionale. Uno di questi vedrà la luce entro un mese, ma l’imprenditore preferisce non anticipare dettagli, fedele a un approccio che predilige i fatti concreti agli annunci prematuri. “Finché un progetto non è realizzato al 100%, non mi piace sprecare fiato”, spiega, lasciando intendere che le prossime mosse saranno guidate dalla stessa combinazione di creatività, rischio calcolato e coerenza che ha contraddistinto il suo percorso fino a oggi.

Tra collezioni in continua evoluzione e una struttura societaria sempre più solida, la parabola di Paolo Giausa si conferma un caso di studio interessante nel panorama dell’imprenditoria digitale italiana, capace di trasformare una passione di quartiere in un brand riconosciuto ben oltre i confini regionali.

 

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app