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Pecoraro Scanio: troppe firme per liste elettorali, Corte intervenga

Roma, 7 nov. (askanews) – “La legge elettorale presenta una grave disparità di trattamento tra le forze politiche già rappresentate in Parlamento e i nuovi soggetti che intendono partecipare alle elezioni. È inaccettabile che i partiti già presenti nelle istituzioni siano esentati dalla raccolta delle firme, mentre nuove realtà politiche, movimenti giovanili e liste civiche debbano affrontare ostacoli sproporzionati”.

Lo ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro e promotore della Rete EcoDigital, che dalla assemblea nazionale di Volt italia ha lanciato un appello per il superamento delle barriere alla partecipazione elettorale e invitato a verificare la legittimità costituzionale delle norme.”Non si può limitare la partecipazione dei cittadini alla vita politica e istituzionale attraverso meccanismi che favoriscono chi è già dentro il sistema.

Pensiamo a Volt, movimento progressista ed ecologista paneuropeo, con rappresentanti eletti in diversi Paesi, che in Italia incontra difficoltà a partecipare alle competizioni elettorali a causa degli onerosi requisiti di raccolta delle firme” ha detto.”In altri paesi europei e nel Regno Unito esistono requisiti di sottoscrizione decisamente più contenuti, solo 10 firme per ciascun collegio.

In Italia, invece, si arriva a richiedere decine o centinaia di migliaia di firme. È una barriera che penalizza soprattutto i giovani e le nuove energie politiche”. “Chiediamo che la Corte costituzionale possa valutare queste evidenti disparità e che si intervenga per garantire pari condizioni di accesso alle competizioni elettorali. Non è accettabile una rendita di posizione a favore dei partiti esistenti: saranno gli elettori, nelle urne, a decidere se votare le forze politiche tradizionali o dare fiducia a nuovi soggetti” ha proseguito.”La mobilitazione giovanile che abbiamo visto anche in Serbia dimostra che le nuove generazioni non intendono rassegnarsi a un sistema politico chiuso e autoreferenziale. La democrazia deve aprirsi al cambiamento, non costruire ostacoli a chi vuole partecipare” ha concluso Pecoraro Scanio.

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