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Poste amplia il controllo su Tim: 85,82% di capitale dopo l'Opas

Poste amplia il controllo su Tim: 85,82% di capitale dopo l'Opas

Poste Italiane chiude l'Opas su Tim con l'85,82% del capitale, superando l'82,25% di adesioni e influenzando i prezzi in Borsa.

Alla chiusura della seduta di Piazza Affari di oggi, la Poste Italiane ha raggiunto una partecipazione prossima al controllo totale di Tim toccando l’85,82% del capitale sociale. Il risultato è stato ottenuto dopo la conclusione della fase di riapertura dei termini dell’Opas che ha visto una percentuale di adesioni pari all’82,25% delle azioni oggetto dell’offerta.

L’operazione, avviata nel marzo scorso, è stata prolungata dal 20 luglio all’11 settembre e, successivamente, riaperta per ulteriori cinque giorni. In questo lasso di tempo, gli azionisti hanno potuto cedere i propri titoli in cambio di una combinazione di denaro e azioni Poste Italiane secondo i termini stabiliti dalla proposta.

Adesioni all’Opas: 82,25% delle azioni oggetto dell’offerta

Secondo il comunicato di Borsa Italiana al termine della riapertura, le richieste di adesione hanno coperto l’82,25% delle azioni di Tim messe a disposizione. Questo dato indica una forte volontà degli azionisti di accettare la proposta, ponendo la posta in gioco su una quota di controllo che supera di gran lunga le aspettative iniziali.

Quote preesistenti di Poste su Tim

Alla base del risultato finale c’è anche la partecipazione che la Poste già deteneva prima dell’inizio dell’Opas. Prima dell’offerta, la società possedeva circa il 20,14% del capitale di Tim; sommando questa quota alle nuove adesioni si arriva così alla percentuale complessiva dell’85,82%, ossia quasi il totale delle azioni emesse dalla telefonica.

Reazioni dei titoli in Borsa: Poste sale, Tim scende

Nel contesto della chiusura dei contratti, i due titoli hanno mostrato andamenti opposti. Il valore delle azioni di Poste Italiane è terminato a 25,82 euro, registrando un incremento dello 0,43% rispetto alla sessione precedente. Al contrario, le azioni di Tim hanno chiuso a 7,241 euro, con una perdita del 2,69%. Questo movimento rispecchia la normale dinamica di mercato che segue la definizione di un’operazione di fusione e acquisizione il titolo dell’offerente tende a guadagnare fiducia, mentre quello dell’azienda presidiata si adegua al nuovo scenario proprietario.

Il risultato dell’Opas apre la porta a diverse strategie per la Poste. Pur rimanendo al di sotto della soglia del 90% necessaria per avviare lo squeeze-out e forzare la cancellazione delle azioni residue, la compagnia possiede già un sufficiente peso nell’assemblea straordinaria per valutare una fusione o altre forme di integrazione. Il direttore generale di Poste, Giuseppe Lasco ha più volte sottolineato che il raggiungimento di una “percentuale ampiamente di controllo” consentirà di avviare le attività di integrazione tra le due realtà, considerate fondamentali per la competitività del settore delle telecomunicazioni in Italia.

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