Negli ultimi mesi l’Unione Europea è stata teatro di diversi richiami di integratori alimentari, mentre una ricerca internazionale ha sollevato dubbi sulla sicurezza di un prodotto spesso considerato «naturale». L’articolo ricostruisce, passo per passo, i fatti emersi in Ungheria, in Italia e negli Stati Uniti, evidenziando le responsabilità delle autorità e le precauzioni consigliate ai consumatori.
Il caso Coffee 2.0: un integratore a base di caffè e funghi finisce in ospedale
Un uomo ungherese si è recato al pronto soccorso dopo aver ingerito Coffee 2.0 una polvere che combina caffè, estratti di funghi medicinali (Lion’s Mane, Cordyceps, Reishi, Shiitake e Maitake) e collagene. I sintomi principali sono stati vomito e diarrea persistenti ritenuti compatibili con un’intossicazione alimentare.
L’evento, accaduto a pochi giorni dalla vendita del prodotto, ha innescato una segnalazione urgente al RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) il 11 settembre.
Dettagli del lotto coinvolto e azioni di richiamo
Il richiamo riguarda il lotto BI0720602 con scadenza al 2 luglio 2028, prodotto da Kaching d.o.o. (Lubiana, Slovenia) e commercializzato con il marchio Tasty Dose in confezioni da 288 g.
Dopo la diffusione dell’avviso a livello europeo, il Ministero della Salute italiano ha pubblicato un avviso di sicurezza, invitando i cittadini a non consumare il prodotto e a restituirlo nei punti vendita, anche se acquistato online.
Indicazioni per i consumatori e per i rivenditori
Le autorità hanno consigliato di verificare il numero di lotto presente sulla confezione e, in caso di dubbio, di restituire immediatamente l’integratore al negozio di acquisto. Le farmacie, le parafarmacie e gli e-shop sono tenuti a rimuovere le scorte e a gestire lo smaltimento secondo le istruzioni ministeriali. La prontezza nella segnalazione ha limitato la diffusione del rischio ad altri Paesi membri.
Moringa contaminata: salmonella resistente in capsule commercializzate in Italia
Parallelamente, le autorità sanitarie italiane hanno lanciato un alert su diverse capsule a base di polvere di foglie di moringa. L’indagine ha collegato questi prodotti a un focolaio di salmonellosi resistente a più antibiotici, responsabile di sintomi gastrointestinali in diversi consumatori. I lotti richiamati sono stati identificati nel provvedimento ministeriale, con indicazione chiara di marchio, numero di lotto e data di scadenza.
Criticità nella filiera e ruolo della sorveglianza
Il caso evidenzia una vulnerabilità nella catena produttiva, dalla coltivazione delle foglie di moringa alla distribuzione in farmacie, parafarmacie, erboristerie e canali online. La presenza di Salmonella in un prodotto “naturale” ha spinto il Ministero della Salute a notificare l’evento anche al RASFF, favorendo una risposta coordinata a livello comunitario.
Come agire in caso di sintomi
Chi ha assunto le capsule contaminate e manifesta diarrea, crampi addominali, febbre o nausea deve contattare il proprio medico o rivolgersi al pronto soccorso. È consigliata la esecuzione di esami delle feci per confermare l’infezione da Salmonella e, se necessario, un trattamento antibiotico mirato basato su antibiogramma, soprattutto per soggetti vulnerabili (anziani, immunodepressi, bambini).
Melatonina e rischio di insufficienza cardiaca: i risultati di uno studio osservazionale
Un recente studio presentato alle “Scientific Sessions” dell’American Heart Association ha analizzato i dati di 130.000 pazienti tratti dal database TriNetX, seguito per cinque anni. I soggetti che hanno assunto melatonina per più di un anno presentavano una probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca del 90% superiore rispetto a chi non l’ha usata (4,6% vs 2,7%).
Rischio di ricovero e mortalità
La stessa coorte ha mostrato che gli utenti di melatonina avevano una probabilità quasi 3,5 volte maggiore di essere ricoverati per insufficienza cardiaca (19,0% vs 6,6%) e quasi il doppio di morire per qualsiasi causa (7,8% vs 4,3%). I ricercatori hanno sottolineato che l’associazione rimane significativa anche dopo aver controllato per numerosi fattori di rischio tradizionali.
Limiti dello studio e interpretazione cauta
Gli autori riconoscono diversi limiti: il database comprende sia Paesi dove la melatonina è prescritta sia quelli in cui è da banco, quindi gli utenti senza prescrizione potrebbero essere stati collocati erroneamente nella categoria “non consumatori”. Inoltre, le diagnosi di insufficienza cardiaca nei ricoveri possono essere codificate in modi diversi, e mancano dati su altre terapie, gravità dell’insonnia o condizioni psichiatriche concomitanti. Perciò, l’associazione non dimostra causalità e richiede ulteriori ricerche.
Consigli per chi utilizza melatonina
Gli esperti suggeriscono di limitare l’uso della melatonina a cicli brevi e di monitorare eventuali sintomi cardiaci, soprattutto in soggetti con fattori di rischio preesistenti. In caso di dubbi, è opportuno consultare il medico prima di prolungare l’assunzione.
