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L’intervista di Annalisa Minetti: vita al buio e forza della maternità

L’intervista di Annalisa Minetti: vita al buio e forza della maternità

Annalisa Minetti svela il suo dolore di madre cieca e la luce che trova nei racconti di Elena

Il 15 settembre 2026 Annalisa Minetti è salita sul divano di La Volta Buona condotto da Caterina Balivo su Rai Uno, per parlare di una realtà che la accompagna da quando aveva solo diciotto anni. La cantante e campionessa paralimpica ha raccontato, con voce rotta dall’emozione, come una diagnosi di retinite pigmentosa e degenerazione maculare abbia trasformato la sua vita, passando da una visione sfocata a un buio totale che oggi la costringe a muoversi senza la vista.

La perdita della vista: da retinite pigmentosa alla cecità totale

Minetti ha spiegato che i primi sintomi sono comparsi proprio a 18 anni, quando il mondo iniziò a svanire in una nebbia costante. “Una mamma che non vede crescere la sua bambina vivendo le sue evoluzioni soffre immensamente”, ha dichiarato, sottolineando il peso psicologico di una cecità totale.

Le parole, pronunciate davanti a un pubblico attento, hanno suscitato una profonda commozione in Balivo, che ha condiviso il dolore dell’artista.

Le parole che raccontano il vuoto visivo

“Tutti mi dicono ‘quanto è bella tua figlia’, è giusto che lo dicano ma io sento dolore”, ha aggiunto Minetti, evidenziando l’assurdità didover immaginare l’aspetto di chi non può più vedere.

Quando le persone le dicono che il figlio o la figlia “assomigliano a lei”, la cantante risponde: “Io l’ultima volta che mi sono vista avevo 18 anni”. Questo ricordo serve a illustrare la completa mancanza di riferimenti visivi, un vuoto che la costringe a ricostruire la realtà attraverso altri sensi.

Vita familiare e sportiva: tra successi e separazioni

Nonostante la condizione, la sua vittoria è stata più ampia della semplice carriera musicale. Dopo essere stata settima a Miss Italia 1997 e aver vinto il Festival di Sanremo 1998 con “Senza te o con te”, ha costruito una vita familiare complessa. Dal primo matrimonio con il calciatore Gennaro Esposito (2002-2013) è nato Fabio (2008). Nel 2016 si è risposata con il fisioterapista Michele Panzarino, con cui ha avuto Elena (2018). La coppia si è separata nel 2025.

Parallelamente, la sua carriera sportiva ha raggiunto vette importanti: bronzo nei 1500 m alle Olimpiadi di Londra, bronzo agli Europei dello stesso anno, oro ai Mondiali del 2013, e più recentemente, nel 2026, medaglie d’oro nei 2000 m e d’argento nei 500 m di paracanottaggio. Questi successi testimoniano una determinazione che supera il dolore della cecità e la trasforma in energia competitiva.

Il ruolo di Elena: gli occhi della madre

Nel racconto più toccante, Minetti ha descritto come Elena sia diventata i suoi occhi. “Vado in un posto e lei mi racconta tutto, perché è bravissima”, ha spiegato, aggiungendo che la figlia le descrive i “brillantini sul mare” mentre la madre ricorda solo un’eco di quel paesaggio. Questo scambio crea un legame unico, in cui la figlia diventa la lente attraverso cui la madre può “vedere” il mondo.

L’emozione ha raggiunto il culmine quando le due hanno visto insieme il film “Non abbiamo bisogno di parole”. Dopo la proiezione, la madre ha abbracciato Elena, dicendo: “Grazie a te, non ho rinunciato a vedere il mondo”. Un gesto che, a parole sue, “trasforma il dolore in opportunità”.

Una fede che illumina il cammino

Minetti ha chiuso l’intervista ricordando le parole del padre: “Se non riesci a vedere la luce, devi diventare luce”. L’artista ha affermato che la sua fede sebbene non praticata quotidianamente in chiesa, le ha fornito il coraggio necessario per essere madre, atleta, cantante e donna indipendente. Questo messaggio, coniugato a una testimonianza di resilienza, invita a guardare oltre il buio per scoprire la propria luce interiore.

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