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Incontri a pagamento con minorenni: famoso avvocato condannato per prostituzione

Incontri a pagamento con minorenni: famoso avvocato condannato per prostituzione

Un avvocato milanese di 56 anni, partner in uno dei più importanti studi legali della città, è stato condannato in primo grado a quattro anni e sei mesi per prostituzione minorile e detenzione-cessione di stupefacenti.

Un avvocato milanese di 56 anni, partner in uno dei più importanti studi legali della città, è stato condannato in primo grado a quattro anni e sei mesi per prostituzione minorile e detenzione-cessione di stupefacenti. La sentenza non è definitiva ed è soggetta a impugnazione. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, il professionista avrebbe utilizzato una piattaforma online per entrare in contatto con giovani donne, presentate come maggiorenni, disponibili ad avere rapporti sessuali a pagamento.

Come sono andati i fatti

Come riporta il Corriere della Sera, i fatti contestati risalgono al biennio 2020-2021. Secondo quanto emerso dalle carte del procedimento e riportato dal quotidiano, l’avvocato avrebbe utilizzato una piattaforma che organizza “appuntamenti di alto livello per uomini ricchi e di successo (sugar daddy) e donne giovani, ambiziose e attraenti (sugar baby)”.

Non tutte le ragazze con cui avrebbe avuto rapporti erano maggiorenni: secondo l’accusa, per un paio di mesi l’uomo sarebbe stato con due giovani di nazionalità slava ancora minorenni. Su questa base il tribunale di Milano lo ha ritenuto colpevole in primo grado. Alla condanna per prostituzione minorile si è aggiunta quella per detenzione e cessione di stupefacenti, sostanze che secondo l’accusa sarebbero state utilizzate durante gli incontri.

Il 56enne dovrà inoltre versare 20mila euro di risarcimento all’unica delle giovani coinvolte che si è costituita parte civile nel processo.

Il precedente e l’obbligo di comunicazione all’ordine

Come si legge sempre nella ricostruzione del Corriere della Sera, nel corso del procedimento è emerso che l’avvocato aveva già patteggiato due anni di pena per fatti analoghi, relativi a rapporti con altre due ragazze straniere, anch’esse minorenni all’epoca. Il legale non aveva comunicato la circostanza all’ordine forense: la sentenza del 15 settembre lo obbliga ora a farlo, rendendo nota la condanna.

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