Marin Jelenic è accusato di aver ucciso, lo scorso 5 di gennaio, il capotreno Alessandro Ambrosio. E’ ora arrivato l’esito della perizia, effettuata dallo psichiatra Domenico Berardi.
Capotreno ucciso a Bologna: l’esito della perizia su Marin Jelenic
Marin Jelenic, 36 anni, è accusato di aver ucciso, lo scorso 5 di gennaio, il capotreno Alessandro Ambrosio alla stazione di Bologna.
L’uomo era stato arrestato la sera dell’Epifania alla stazione di Desenzano del Grappa. Ora è arrivato l’esito della perizia disposta dalla Corte di Assise di Bologna e firmata dallo psichiatra Domenico Berardi: Marin Jelenic era perfettamente in grado di intendere e volere, così come è in grado di stare in giudizio.
Capotreno ucciso a Bologna: ignoto il movente
Dalla perizia è emerso che Marin Jelenic era perfettamente in grado di intendere e volere, così come è in grado di stare a giudizio. Nella perizia, documento di 50 pagine, si racconta l’escalation di violenza, durate per mesi, e le altre aggressioni ai capitreno. Viene dunque evidenziata un’aggressività già presente e non dunque dovuta a cause psicopatologiche.
Non è stato invece individuato il movente del delitto, che Jelenic nega di aver commesso. Il 36enne inoltre, è stato descritto come una persona che nel corso dei colloqui fa lunghe pause prima di rispondere, come se stesse calibrando le parole da dire, e come una persona distaccata emotivamente. La prossima udienza sarà il 23 settembre.
