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Il Cremlino rifiuta le accuse di omicidi pianificati contro USA e Europa

Il Cremlino rifiuta le accuse di omicidi pianificati contro USA e Europa

Il Cremlino contesta le accuse USA di complotto per omicidi, insistendo sulla mancanza di prove concrete.

La tensione tra Mosca e Washington si è intensificata nuovamente dopo le recenti dichiarazioni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha avanzato l’accusa secondo cui le intelligence russe starebbero elaborando piani per omicidi mirati sul suolo americano e nei paesi europei che sostengono l’Ucraina. Tali affermazioni, accompagnate dall’annuncio dell’incriminazione di cinque individui attualmente latitanti, hanno suscitato una risposta immediata dal Cremlino.

Il portavoce del palazzo, Dmitry Peskov, ha ribadito che la Russia non intende commentare notizie non supportate da evidenze solide, richiedendo al contempo una verifica rigorosa delle accuse mosse contro il suo governo.

La dichiarazione rilasciata dal portavoce del CremlinoDmitry Peskov è stata citata in un comunicato ufficiale, in cui ha affermato: “Finché non avremo sentito e visto prove anche minimamente convincenti e argomentazioni basate su qualcosa di concreto, non riteniamo necessario commentare queste notizie”.

Con queste parole, Peskov ha tracciato una linea chiara: prima di concedere spazio a tali insinuazioni, occorre disporre di prove concrete e di un quadro probatorio coerente. Il discorso, privo di qualsiasi ammissione, sottolinea la volontà del Cremlino di non alimentare ulteriori speculazioni senza la presenza di elementi verificabili.

Dichiarazione di Dmitry Peskov al Cremlino

Nel corso della sua risposta, Peskov ha puntualizzato che il Cremlino rimane vigile riguardo a ogni possibile azione paramilitare, ma ha anche condannato la diffusione di informazioni non corroborate da fonti affidabili. Il portavoce ha indicato che, senza una documentazione evidenziata o testimonianze credibili, la Russia non può né vuole prendere parti in un dibattito che rischierebbe di alimentare ulteriori tensioni diplomatiche. Inoltre, ha invitato le autorità statunitensi a fornire elementi di prova tangibili, affinché ogni accusa possa essere valutata in maniera trasparente e conforme al diritto internazionale.

Le condizioni richieste per un commento ufficiale

La frase chiave pronunciata da Peskov – “non avremo sentito e visto prove anche minimamente convincenti” – richiama l’importanza di una verifica indipendente delle affermazioni. In pratica, il Cremlino esige che le autorità statunitensi presentino documenti, intercettazioni o testimonianze che dimostrino senza ombra di dubbio il coinvolgimento di agenti russi in operazioni di assassinio programmato. Solo a seguito di tale dimostrazione, la Russia si riserverà il diritto di rispondere in maniera più dettagliata, evitando al contempo di alimentare una narrativa basata su supposizioni.

Accuse del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti

Il Dipartimento di Giustizia americano, nella sua ultima comunicazione, ha dichiarato di aver identificato un “network” di agenti di intelligence russi impegnati nella pianificazione di attentati mirati contro obiettivi negli Stati Uniti e in diverse nazioni europee che hanno sostenuto Kiev. Secondo il comunicato, le autorità hanno raccolto elementi che collegano questi individui a ordini provenienti da strutture di alto livello a Mosca, con l’intento di colpire personalità politiche, militari e attivisti anti-guerrafondaisti. La stessa comunicazione ha precisato che le indagini hanno portato all’emissione di mandati di arresto contro cinque persone attualmente latitanti, le cui identità rimangono riservate per motivi di sicurezza. L’obiettivo dichiarato dagli investigatori è quello di interrompere qualsiasi programma di eliminazione mirata prima che possa tradursi in atti effettivi.

Il mandato di cattura per cinque latitanti

I cinque soggetti indicati nel comunicato del DOJ sono stati accusati di partecipare attivamente alla progettazione, al finanziamento e alla logistica di operazioni clandestine volte a eliminare obiettivi strategici. Le accuse includono la violazione di leggi federali sulla conspirazione a scopo di terrorismo e sul trattamento di informazioni classificate. Le autorità statunitensi hanno sottolineato che, nonostante i requisiti di segretezza delle indagini, le evidenze raccolte sarebbero sufficienti a sostenere un processo penale nei confronti dei latitanti. Al momento, non è stata fornita una data precisa per gli eventuali arresti, ma il Dipartimento ha indicato che continuerà a collaborare con le agenzie di intelligence europee per monitorare la situazione.

Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi di questa disputa, consapevole che la mancanza di prove incontrovertibili potrebbe influenzare le relazioni diplomatiche tra le potenze coinvolte. Mentre gli Stati Uniti proseguono le indagini, Mosca rimane ferma nella sua posizione di richiedere verifiche trasparenti prima di fornire ulteriori commenti, mantenendo così un equilibrio delicato tra difesa nazionale e strategia comunicativa.

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