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Soccorso al largo di Lampedusa: ricostruita la traversata e il bilancio

Soccorso al largo di Lampedusa: ricostruita la traversata e il bilancio

Racconto dei migranti, intervento della motovedetta CP 306 e condizioni dei feriti dopo il recupero a 85 miglia da Lampedusa

Un’operazione di soccorso condotta dalla motovedetta CP 306 ha portato al recupero di 58 persone a bordo di un gommone, intercettato a circa 85 miglia da Lampedusa in area di SAR libica. I superstiti sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola dove hanno iniziato a fornire le loro testimonianze; secondo i racconti, tre uomini sarebbero caduti in mare e sono considerati dispersi. Sul posto, le autorità hanno identificato anche 19 corpi, già trasferiti alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana.

Il racconto dei migranti ricostruisce una traversata partita all’alba di lunedì da Abu Kammash in Libia a bordo di un’imbarcazione lunga circa 10 metri. Dalla prima ricostruzione emergono dettagli sulle composizioni del gruppo e sulle condizioni cliniche: tra i 58 sopravvissuti ci sono 16 donne e 5 minori, mentre sette persone sono state visitate al Poliambulatorio locale. Due di questi sono in condizioni ritenute critiche e verranno trasferiti in elisoccorso verso un ospedale di Palermo.

Il soccorso e le prime operazioni

L’intercettazione del gommone è avvenuta grazie alle attività di pattugliamento nel tratto di mare ricadente nella SAR libica, dove la motovedetta CP 306 ha proceduto all’aggancio e al traino dell’imbarcazione. Gli operatori hanno prioritariamente messo in sicurezza i naufraghi, valutandone le condizioni e garantendo i primi interventi sanitari. Al trasferimento verso l’hotspot è seguito l’assistenza medica di base, mentre la decisione di inviare due feriti in elisoccorso è stata presa per le condizioni cliniche ritenute gravi e l’esigenza di cure ospedaliere specialistiche a Palermo.

Tre persone disperse e i corpi recuperati

Dalle testimonianze raccolte tra i sopravvissuti emerge che tre uomini sarebbero caduti in mare prima dell’intervento: queste persone sono al momento indicate come dispersi e sono oggetto di ricerche e verifiche. Nel frattempo le autorità competenti hanno registrato 19 decessi; i corpi sono stati portati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana per le procedure di identificazione e per le necessarie attività medico-legali. Tra i deceduti è stata riconosciuta la presenza di una sola donna.

Racconti dei migranti e composizione del gruppo

I sopravvissuti hanno fornito elementi importanti sulla composizione del viaggio: a bordo inizialmente si trovavano circa 80 persone su un gommone di 10 metri, con provenienze eterogenee. I migranti hanno dichiarato di essere originari di Sudan, Sierra Leone, Gambia, Nigeria, Ghana e Etiopia. Nel gruppo soccorso sono state contate 16 donne e 5 minori, dati che sottolineano la presenza di famiglie e persone vulnerabili lungo la traversata. Le autorità stanno lavorando per verificare le identità e procedere agli accertamenti necessari.

Origini del viaggio e costi della traversata

Secondo le dichiarazioni raccolte dai migranti, la partenza è avvenuta da Abu Kammash e l’imbarco è stato organizzato attraverso canali clandestini. I pagamenti per la traversata, sempre secondo i superstiti, oscillavano tra i 400 e i 2.000 euro a persona, cifre che riflettono la variazione nelle modalità di reclutamento e nelle promesse fatte dai facilitatori. Questo elemento viene citato frequentemente come parte della dinamica del viaggio e delle responsabilità dei trafficanti.

Conseguenze umanitarie e operative

La vicenda solleva questioni operative e umanitarie immediate: la gestione dei feriti, il sostegno ai sopravvissuti presso l’hotspot e le attività di identificazione dei deceduti richiedono risorse e coordinamento. Sul piano logistico, il trasferimento in elisoccorso di due persone in condizioni critiche evidenzia la necessità di percorsi sanitari rapidi per chi arriva in condizioni più gravi. Contestualmente, la segnalazione di tre persone come dispersi richiede il proseguimento delle ricerche in mare e la cooperazione tra le autorità italiane e quelle marittime preposte alla SAR.