Teheran, 23 set. (askanews) – A Teheran prevale lo scetticismo tra alcuni cittadini intervistati dopo i colloqui tra rappresentanti di Stati Uniti e Iran alle Nazioni Unite. Donald Trump ha definito “molto buono” e “molto produttivo” l’incontro, durato tre ore, aggiungendo che un nuovo appuntamento è previsto a breve. Marzieh Alikhani, avvocata, considera improbabile un accordo e sostiene che nuovi negoziati rischierebbero di dare al nemico il tempo di riorganizzarsi.
Hedayat Salari, ingegnere agrario, sostiene invece che Washington usi i negoziati per dettare le proprie condizioni. “Non credo che i negoziati porteranno ad alcun risultato. Si ripeterà semplicemente lo stesso ciclo di conflitto – affermaAli Mohammadi, pensionato – . Gli Stati Uniti attaccano e l’Iran risponde. No, non c’è alcuna speranza per questi negoziati”.”Ritengo improbabile che raggiungano un accordo – dice Marzieh Alikhani, avvocata – Questi incontri sono semplici manovre politiche di routine.
I negoziati sono inutili finché viene ignorata la posizione dell’opinione pubblica, in particolare la sua opposizione a un simile accordo. La gente ritiene che questo processo non debba ripetersi, perché darebbe soltanto al nemico il tempo di riorganizzarsi e lanciare un attacco contro il Paese”.Per Hedayat Salari, ingegnere agrario, “questo è il loro, degli Stati Uniti, modo di agire: parlano di negoziati, ma durante i colloqui dettano le loro condizioni e rifiutano di concederci ciò che chiediamo.
Puntano soltanto a ottenere concessioni per sé. Affrontiamo lo stesso problema con gli Stati Uniti da 40 o 50 anni. L’America si è abituata a dominare il mondo”.