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Un tragico evento ha colpito il mare Egeo, dove un’imbarcazione carica di migranti e richiedenti asilo è stata coinvolta in un incidente con un mezzo della guardia costiera greca. Questo scontro, avvenuto vicino all’isola di Chios, ha provocato la morte di almeno 14 persone. La notizia, confermata dalle autorità locali, ha suscitato indignazione e preoccupazione in tutta Europa.
Dettagli dell’incidente
Il dramma si è verificato intorno alle 21:00 ora locale, quando la guardia costiera ha tentato di fermare un’imbarcazione sospetta nel mare Egeo. Secondo quanto riportato dall’Athens-Macedonian News Agency (AMNA), la nave dei migranti, anziché seguire l’ordine di ritorno, ha manovrato in direzione della guardia costiera, causando la collisione fatale. Questo evento ha messo in evidenza le difficoltà e i rischi legati alle rotte migratorie verso l’Europa.
Operazioni di soccorso
Subito dopo l’incidente, sono state avviate operazioni di ricerca e soccorso che hanno coinvolto diverse imbarcazioni, un elicottero e squadre di sub. Le autorità hanno confermato di aver tratto in salvo 26 persone, inclusi 24 migranti e due membri della guardia costiera, i quali sono stati successivamente trasportati in ospedale a Chios per ricevere le cure necessarie. Tra i feriti figurano sette bambini e una donna incinta, il che ha ulteriormente aggravato il dramma di questa situazione già critica.
Il contesto del fenomeno migratorio in Grecia
La Grecia rappresenta un punto nevralgico per i migranti che cercano di raggiungere l’Europa, provenienti principalmente da Medioriente, Africa e Asia. Negli anni 2015 e 2016, il paese ha affrontato una vera e propria crisi migratoria, accogliendo quasi un milione di persone sulle sue isole, tra cui Chios, soprattutto da Turkiye. Negli ultimi anni, tuttavia, il numero di arrivi è diminuito a causa di politiche più rigorose in materia di asilo e controlli alle frontiere.
Critiche alle politiche migratorie
Nonostante la diminuzione degli arrivi, la Grecia è sotto osservazione per le sue pratiche nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo. Le accuse di violazioni dei diritti umani si sono intensificate, specialmente dopo un tragico naufragio nel 2026, in cui centinaia di migranti hanno perso la vita in circostanze drammatiche. Testimoni hanno riportato un tentativo della guardia costiera di rimorchiare il loro peschereccio, il che ha portato a una serie di eventi fatali.
La risposta dell’Unione Europea
La Commissione Europea sta attualmente esaminando diverse denunce riguardanti possibili violazioni dei diritti umani da parte della Grecia. Sono in corso analisi su 12 casi specifici, compresi quelli che riguardano le presunte espulsioni irregolari di richiedenti asilo dalla frontiera greca. La Grecia, tuttavia, ha negato ogni accusa, affermando di non aver mai attuato politiche di pushback contro i migranti.
Questo incidente tragico mette in luce la complessità della crisi migratoria e le sfide che i paesi europei si trovano ad affrontare. La necessità di un approccio più umano e sostenibile alla questione dei migranti è diventata sempre più urgente, poiché eventi come questo continuano a ripetersi. Si auspica che si possano trovare soluzioni che garantiscano la salvaguardia dei diritti umani e la sicurezza di tutte le persone coinvolte.