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"Ne abbiamo bisogno": Donald Trump rilancia sulla Groenlandia, può davvero conquistarla?

Trump Groenlandia

Donald Trump e la conquista della Groenlandia: tensioni internazionali sull’isola strategica tra Stati Uniti, Danimarca e Europa.

Trump torna al centro della scena internazionale con la sua ambizione di conquistare la Groenlandia, definendola essenziale per la sicurezza nazionale e sottolineando la presenza di navi russe e cinesi lungo le sue coste. Le sue dichiarazioni hanno subito suscitato reazioni in Europa: la Danimarca invita gli Stati Uniti a cessare le minacce, mentre Francia e Germania ribadiscono che i confini non possono essere modificati con la forza e che la Nato potrebbe rafforzare la protezione dell’isola.

Trump e la Groenlandia: un obiettivo strategico per il 2026

Le dichiarazioni di Trump hanno suscitato reazioni nette in Europa, dove la prospettiva di un’eventuale annessione è stata accolta con condanne e richiami al rispetto del diritto internazionale. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha risposto esortando gli Stati Uniti a «cessare le minacce» contro questo vasto territorio autonomo danese, ambito per le sue significative risorse minerarie e la sua posizione strategica.

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha dichiarato che “la Groenlandia appartiene alla Danimarca” e che la Nato potrebbe discutere un rafforzamento della sua protezione se necessario. La Francia ha confermato il sostegno a Copenaghen: “Non si possono modificare i confini con la forza“, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri francese Pascal Confavreux.

La Groenlandia stessa, attraverso il primo ministro Jens Frederik Nielsen, ha chiesto di fermare le pressioni: “Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alle discussioni. Ma questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale“.

Alla luce di queste posizioni, un intervento militare statunitense appare altamente improbabile, anche perché il controllo della Groenlandia rappresenta un tema molto più profondo delle tradizionali questioni commerciali o diplomatiche, toccando equilibri strategici e la sicurezza dell’intera regione artica.

“Ne abbiamo bisogno”. Perché Trump vuole la Groenlandia: può conquistarla davvero?

La Groenlandia rappresenta il principale obiettivo strategico di Donald Trump per il 2026. Il presidente americano non ha mai nascosto la sua ambizione di portare l’isola sotto la sovranità statunitense, sottraendola alla Danimarca, che tuttavia non intende cedere. Pur essendo un territorio autonomo che punta all’indipendenza completa, la Groenlandia è ormai considerata un asset cruciale che potrebbe segnare una frattura significativa tra gli Stati Uniti e il loro principale alleato europeo.

Trump ha più volte ribadito che il suo interesse non è motivato dalle risorse minerarie o petrolifere, ma dalla sicurezza nazionale: “Non abbiamo bisogno della Groenlandia per i minerali e il petrolio, ma per la sicurezza. Dobbiamo averla. Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale“, aveva detto a Mar-a-Lago poco prima di Natale.

La possibilità che gli Stati Uniti conquistino la Groenlandia appare, al momento, molto remota. Le reazioni dei leader europei hanno subito espresso condanna verso le affermazioni di Trump, consapevoli delle gravi conseguenze che un’azione militare americana comporterebbe. “Dichiarazioni Trump ne ha fatte tante, vediamo quali saranno le intenzioni reali“, ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Rtl 102.5.