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10 anni del Festival del Ciclista Lento, l'elogio della pedalata slow

10 anni del Festival del Ciclista Lento, l'elogio della pedalata slow

(Adnkronos) - Torna a Ferrara il 'Festival del Ciclista Lento' che quest'anno festeggia la sua decima edizione. Dal 23 al 25 ottobre, un ricco programma tra pedalate, incontri, musica e degustazioni animerà la città degli Estensi. Momento centrale della tre giorni la Pedalata più lenta del mond...

(Adnkronos) – Torna a Ferrara il ‘Festival del Ciclista Lento’ che quest’anno festeggia la sua decima edizione. Dal 23 al 25 ottobre, un ricco programma tra pedalate, incontri, musica e degustazioni animerà la città degli Estensi. Momento centrale della tre giorni la Pedalata più lenta del mondo che invita “la bella gente che pedala” (motto del Festival) a percorrere 5 chilometri in 5 ore, gustando panorami, racconti, bellezze e delizie del territorio.

Tutto senza l’ansia di prestazioni cronometrate. Del resto, il ciclista lento “detesta la competizione” e “non ha bisogno di trofei da sollevare per convincersi che vale”. Sta scritto nero su bianco sul Manifesto, in cui si legge anche che il ciclista lento è “una persona felice, pacifica e gaudente”, non chiede altro “che essere lasciato indietro, a godersi la pedalata più che il traguardo, il panorama più del contachilometri”.

 

Oltre alla Pedalata più lenta del mondo, la cicloturistica prevede la Granfondo del Merendone, il Galà del Ciclista Lento con show musicale su “Quello che la strada non dice” e una serata dedicata allo sport inclusivo e al ciclismo africano. E ancora: autori ‘a pedali’’ visite guidate, premiazioni ai più lenti, bontà estensi come il pasticcio ferrarese e la torta tenerina, musica e campioni e campionesse, gregari e appassionati che anche quest’anno giocheranno con tutti i partecipanti ad andare piano, anzi: pianissimo! “I ciclisti lenti salveranno il mondo: dalla prepotenza della velocità; dalla noia dei primati in classifica; dal conformismo del campione solo al comando”, sottolineano ironicamente gli organizzatori. 

“Beati gli ultimi che la vita sanno goder” è la filosofia che caratterizza la manifestazione ferrarese dedicata al ciclismo-slow, per festeggiare chi utilizza strade e ciclabili per pedalare piano, senza particolare talento per lo sport, senza tempi da rispettare o primati da stabilire.

C’è chi sceglie la bicicletta per il piacere stesso del pedalare e muoversi in scioltezza con un mezzo ecologico ed economico. Chi usa la bici quotidianamente, per andare al lavoro o a fare acquisti, per accompagnare i bambini a scuola, per godere di spazi della propria città, nel tempo libero e non, chiedendo nel contempo sicurezza. 

 

Il Festival del Ciclista Lento spegne la sua decima candelina alla fine di ottobre. È nato 10 anni fa un po’ per il gusto del paradosso e per scherzo dalla mente di Guido Foddis, musicista e direttore della testata giornalistica La Repubblica delle Biciclette, che da anni racconta da una prospettiva particolare gli eventi del ciclismo, in particolare il Giro d’Italia: “Alle corse in bicicletta ero rimasto conquistato dalle cronache di Marco Pastonesi, scrittore e giornalista della Gazzetta dello Sport. Non intervistava i campioni del ciclismo, ma i gregari, i portatori di borracce, quelli che faticavano a stare dentro al tempo massimo della classifica. Aveva una passione particolare per gli sfortunati, quelli che foravano all’ultimo chilometro, quelli che avrebbero potuto… ma per un motivo o per l’altro fallivano l’obiettivo sportivo. Da questa visione capovolta della classifica e dei valori dominanti nel ciclismo, ho pensato che un Festival dedicato alla bicicletta come l’avrebbe voluto lui, e come sarebbe piaciuto anche a me, ancora non c’era”.  

Le prime edizioni conquistano prima il campione Gibì Baronchelli, convertito alla lentezza e alla piacevolezza della bicicletta senza stress agonistici. Poi sono arrivati nel proscenio ferrarese dell’anti-agonismo anche Gianni Bugno, Gilberto Simoni, Silvio Martinello, Giuseppe Saronni, Alessandra Cappellotto. E con loro, i prestigiosi patrocini nazionali di Ministero dell’Ambiente, Ispra, Sport&Salute, Comitato Paralimpico Italiano. L’attenzione mediatica anno dopo anno è aumentata fino a portare ogni anno a Ferrara le troupe della Rai e inviati giornalisti da tutto il mondo, conquistati dall’originalità del format e dall’ambientazione del Festival a Ferrara, città avara di campioni del pedale ma dove le macchine sulla strada sono in minoranza rispetto alle biciclette.  

Nel tempo lo “scherzo” di Guido Foddis ha saputo reinventarsi, trovando ispirazione e valori etici dove la lentezza non rappresenta una scelta anticonformista ma una condizione necessaria. Per esempio, dal ciclismo paralimpico fino all’associazionismo di base, scoprendo e rivalutando chi pedala per combattere gli effetti degenerativi del morbo di Parkinson, chi utilizza il ciclismo per rendere meno invalidante una forma di disabilità, o semplicemente chi sceglie una bicicletta a pedalata assistita perché non ha più tanta forza per pedalare ma preferisce lasciare un’automobile in garage per fare la spesa. Insomma, per dare una voce a chi è ciclista lento non per lo sport ma per la vita. La lentezza come paradigma per essere vincenti, per gli altri ma soprattutto per se stessi, pur senza tagliare il traguardo tra i primi. E per godere non della prestazione sportiva ma del paesaggio, della compagnia e, perché no, anche dei ristori che un campione deve abiurare, come ad esempio i cappellacci con la zucca o la salama da sugo ferrarese. Lasciando volentieri le barrette energetiche e le maltodestrine ai ciclisti veloci. 

 

Nell’occasione della sua decima edizione, il Festival del Ciclista Lento 2026 celebra nuovamente i propri “atleti scarsi” con una serie di pedalate, incontri formativi e spettacoli. Si comincia venerdì 23 ottobre alle 20 al circolo La Casona di Cassana con il recital di Marco Pastonesi dedicato alle corse pionieristiche che si svolgono in Africa nelle sue “Strade Nere” (Ediciclo editore, 2025), dal titolo del suo recente bestseller classificatosi al secondo posto nel Premio Bancarella 2026.  

Il giorno seguente, sempre alle 20 alla Casona, sarà il divulgatore e influencer del ciclismo Alan Marangoni a raccontare la propria carriera povera di successi individuali ma ricchissima di aneddoti e valori etici. Gregario di Peter Sagan, Ivan Basso e Vincenzo Nibali, loro sì campionissimi, oggi racconta il ciclismo sul seguitissimo canale YouTube GCN Italia, con umorismo e preparazione, seguito da centinaia di migliaia di follower.  

Sabato 24 ottobre sarà il momento della “5 Km in 5 Ore” nel centro storico di Ferrara, riconosciuta come la corsa più lenta del mondo e ormai replicata in diverse altre città in Italia, con la partecipazione di diversi personaggi del mondo dello sport paralimpico, femminile e maschile. La domenica 25 invece toccherà alla Granfondo del Merendone, pedalando lentamente con Alan Marangoni nelle piste ciclabili che si snodano lungo le vie d’acqua ferraresi. Infine la collaborazione con Anffas Ferrara e con la società sportiva Stella Alpina di Renazzo amplierà l’offerta con laboratori di sport pensati appositamente per i più piccoli e per le persone con disabilità. 

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