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Agricoltura e crisi geopolitiche: uno scenario ridisegnato

Milano, 16 giu. (askanews) – Le guerre e lo choc energetico stanno avendo pesanti ripercussioni anche sul settore agricolo, che in questo periodo storico soffre particolarmente per il blocco delle forniture, di grano dal’Ucraina o di fertilizzanti dal Golfo Persico. È quanto emerge da un report di Bureau Veritas Commodities Italia, che si è concentrato su nuove provenienze, tracciabilità dei prodotti e controlli sulla qualità.Lo studio ha evidenziato la necessità di monitorare i cambiamenti, perché mentre lo choc è rapidissimo, la normalizzazione richiede tempi molto lunghi, anche un decennio, nel corso del quale i prezzi dei prodotti agricoli tendono a salire rapidamente.

Nel caso specifico della guerra nell’est europeo, il vuoto lasciato da Russia e Ucraina è stato compensato solo al 57%, il che spiega perché i prezzi rimangono elevati e lo scenario più probabile appare un ritorno graduale tra il 2026 e il 2032, con prezzi che calano gradualmente, ma rimangono elevati rispetto ai livelli pre-2020.

In questo contesto Bureau Veritas Commodities ha innalzato il livello di controllo sui flussi di prodotti agricoli destinati all’Europa, per garantire tracciabilità dei processi e conformità agli standard internazionali e alle normative locali ed Europee per la sicurezza alimentare.Il report ha anche preso in considerazione i nuovi equilibri di mercato: i Paesi che hanno tratto il massimo vantaggio dalla crisi Russia-Ucraina sono stati gli esportatori agricoli, in particolare Argentina e Brasile.

L’Argentina ha visto i suoi redditi agricoli aumentare del 45%, il Brasile del 50%. Gli USA, l’Australia, l’India e il Canada hanno tratto vantaggio in modo più moderato, mentre l’Europa solo in minima parte, perché i costi rimangono alti e la terra è limitata.L’agricoltura quindi rimane vulnerabile a fenomeni di disruption logistica legati al trasporto marittimo, in ragione dei costi elevati, e ai fertilizzanti, in ragione della massiccia concentrazione geografica e delle sanzioni alla Russia. Le interruzioni delle catene di approvvigionamento hanno comunque colpito il settore agricolo meno gravemente rispetto a semiconduttori, metalli rari ed energia, ma più gravemente rispetto a molti beni di consumo. Di segno positivo, ma di entità moderata, l’impatto della tecnologia sugli equilibri del mercato agricolo, che però si rivela insufficiente per contrastare gli choc geopolitici e climatici, almeno nel breve-medio periodo. Nel prossimo decennio, invece, la tecnologia avrà un impatto significativo anche in agricoltura.