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Alluvioni himalayane: vittime e dispersi salgono a cifre drammatiche

Alluvioni himalayane: vittime e dispersi salgono a cifre drammatiche

Le inondazioni nell'Himalaya hanno causato oltre 600 vittime tra Cina e Nepal. Scopri i dettagli di questa tragedia

Le alluvioni himalayane hanno colpito la regione di confine tra Cina e Nepal con aggiornamenti numerici resi noti fino al 29 agosto 2026.

La vicenda ha avuto rilevanza nazionale e internazionale per l’elevato numero di vittime e dispersi e per i danni ad infrastrutture strategiche.

Bilancio delle vittime e dei dispersi

Le autorità sul versante cinese hanno confermato 16 morti e 546 dispersi nelle aree interessate dalle frane e dalle inondazioni, mentre dal lato nepalese il conteggio ha indicato almeno 675 vittime.

Il bilancio complessivo delle morti è salito a 691, dato comunicato dalle amministrazioni coinvolte durante le fasi iniziali delle ricerche.

I numeri sono stati aggiornati più volte durante le operazioni: in vari momenti sono circolati conteggi diversi per vittime e dispersi, e le autorità hanno avvertito che le cifre potrebbero subire ulteriori revisioni man mano che procedono le ricerche nelle aree remote.

Operazioni di soccorso e aree interessate

Le operazioni di ricerca e soccorso si sono concentrate nei distretti di Rasuwa, Nuwakot e Chitwan, con evacuazioni estese anche ad altri distretti montani. Sono stati impiegati numerosi mezzi aerei e terrestri; le forze armate e di polizia hanno mobilitato elicotteri per raggiungere zone isolate e per evacuare feriti.

La difficoltà degli interventi è stata aggravata da fango, terreno montuoso e condizioni meteorologiche avverse, che hanno reso complessi gli atterraggi e i decollo dei velivoli. I soccorritori hanno recuperato centinaia di persone intrappolate in tunnel e impianti idroelettrici colpiti dalle ondate improvvise.

Danni alle infrastrutture e impatto sui progetti idroelettrici

Il distacco di una porzione di ghiacciaio ha riversato ghiaccio, rocce e detriti nei bacini fluviali, interessando in particolare l’Upper Trishuli Hydropower Project e il bacino del Bhotekoshi. Le piene violente hanno travolto strutture e intrappolato lavoratori all’interno di tunnel e impianti.

Le verifiche sul terreno hanno documentato danni a strade, ponti e impianti energetici, con sedimenti profondi fino a 1,5 metri che hanno ostruito percorsi e reso necessarie costose operazioni di bonifica. Le autorità hanno stimato che la ricostruzione richiederà risorse significative, con prime valutazioni di danno ancora in corso.

Risorse impiegate e assistenza internazionale

Le forze nazionali hanno mobilitato migliaia di operatori tra polizia, militari e unità di emergenza per le ricerche e le evacuazioni. Sono stati utilizzati droni per la mappatura dei danni e per individuare persone isolate in tratti non accessibili via terra.

Sono arrivate offerte di aiuti internazionali e contributi umanitari per supportare le esigenze immediate, tra rifornimenti materiali, medicinali e razioni alimentari. Le autorità hanno invitato le popolazioni lungo i fiumi a spostarsi verso zone più alte mentre proseguono le verifiche sull’entità completa delle persone coinvolte.

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2026

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