Andy Burnham ha ufficialmente assunto l’incarico di primo ministro del Regno Unito, succedendo a Keir Starmer. Il nuovo leader laburista ha ricevuto l’incarico da re Carlo III, diventando il settimo premier in dieci anni. Burnham ha riconosciuto la crisi di fiducia nella politica britannica e ha promesso un cambio di passo, annunciando un piano decennale per il rilancio del Paese.
Nel suo primo discorso davanti a Downing Street, Burnham ha ammesso che la gente è stufa della politica e che è necessario fare meglio. Ha promesso interventi immediati contro il caro vita e ha delineato un nuovo modello politico ed economico, individuando negli anni Ottanta il momento della svolta da correggere. Il nuovo premier ha annunciato una redistribuzione del potere da Westminster ai territori, con maggiori competenze alle comunità locali e un rafforzamento del controllo pubblico sui servizi essenziali.
Le priorità del nuovo governo
Tra le priorità annunciate da Burnham ci sono il sostegno ai giovani attraverso una riforma del sistema educativo, maggiori investimenti nella salute mentale, la costruzione di nuove case popolari e una riforma del welfare fondata sulla prevenzione anziché sulla sola assistenza. Il primo atto simbolico del nuovo governo sarà dedicato all’emergenza abitativa, con l’obiettivo di porre fine al fenomeno dei senzatetto nel Paese.
Le prime misure contro il caro vita
Burnham ha annunciato che già da domani illustrerà le prime misure per ridare fiato alle famiglie, indicando contestualmente come saranno finanziate nel rispetto delle regole fiscali. Il nuovo premier ha promesso di ridurre nel tempo la spesa sociale rispettando al contempo gli impegni di bilancio e quelli assunti dal Regno Unito sul fronte della difesa.
Le prime nomine e le telefonate internazionali
Burnham ha nominato Ed Miliband ministro degli Esteri e John Healey ministro dell’Economia. Healey, ex ministro della Difesa, dovrà suggerire al premier come tenere insieme la promessa di ridurre il costo della vita e aumentare gli investimenti pubblici. La prima telefonata di Burnham è stata con Donald Trump, che si è congratulato con lui per l’intenzione di riprendere le trivellazioni petrolifere nel Mare del Nord.
Il nuovo premier ha anche telefonato a Volodymyr Zelensky, rassicurandolo sulle intenzioni del nuovo governo di mantenere la continuità con la linea seguita fin dall’inizio della guerra in Ucraina. Inoltre, ha concordato con Ursula von der Leyen di fissare al più presto la data per il vertice tra Regno Unito e Unione Europea.
Keir Starmer, nel suo discorso di commiato, ha rivendicato i risultati ottenuti e ha lasciato a Burnham un Paese più forte e più giusto rispetto a due anni fa. Burnham ha concluso il suo discorso con un appello all’unità nazionale, promettendo di mettere la cura delle persone al centro di tutto ciò che farà.
