Nel territorio di Sarzana i carabinieri hanno portato a termine un fermo dopo aver sorpreso un uomo intento a scavare in prossimità di una zona in cui, il 24 agosto era stata segnalata una buca lungo il tracciato di un oleodotto Nato che collega il porto della Spezia alle basi aeree del Nord Italia.
L’intervento ha rivelato elementi che hanno trasformato una prima attività apparentemente curiosa in un caso con risvolti penali.
Fermo e accuse contestate dai carabinieri di Sarzana
I militari hanno arrestato un uomo di 54 anni di origine marocchina, che è stato trovato in possesso di una zappa e di 25 grammi di cocaina.
L’uomo è stato contestualmente accusato di detenzione ai fini di spaccio e di resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quanto riscontrato durante l’operazione, l’attività di scavo non è stata considerata un atto casuale ma collegata a circostanze che hanno indotto i carabinieri a procedere al fermo.
Dichiarazioni sull’attività di scavo e reperti trovati
Al momento dell’arresto l’indagato ha riferito di aver scavato alla ricerca di meteoriti e pietre spiegazione che i carabinieri hanno segnalato nel verbale.
All’interno della buca sono stati inoltre rinvenuti dei foglietti con scritte in arabo: l’uomo avrebbe ammesso di essere l’autore di quei fogli, affermando che recavano preghiere tratte dal Corano e che avevano la funzione simbolica di invocare protezione, simili a un piccolo santino lasciato sul posto.
Perquisizioni e altri elementi raccolti
Le verifiche dei carabinieri non si sono limitate al luogo dello scavo: sono state estese all’automobile dell’arrestato, alla sua abitazione e all’attività commerciale di sua proprietà. Durante queste perquisizioni sono stati trovati altri scritti in arabo analoghi a quelli rinvenuti nella buca, oltre a bilancini di precisione con tracce di cocaina e a una piccola dose di droga, elementi che hanno rafforzato l’ipotesi della detenzione ai fini di spaccio.
Iter giudiziario e sede dell’udienza
L’uomo sarà giudicato con rito direttissimo presso il Palazzo di Giustizia della Spezia. L’udienza per direttissima è stata fissata per la giornata odierna, attestando la rapidità con cui le autorità hanno portato avanti le attività investigative e le procedure di polizia giudiziaria.
Il contesto dell’intervento richiama l’attenzione sulle aree attraversate da infrastrutture strategiche come l’oleodotto Nato che collega il porto della Spezia alle basi aeree del Nord Italia, e mette in evidenza come una segnalazione relativamente circoscritta possa determinare controlli più approfonditi quando emergono elementi sospetti. I carabinieri di Sarzana hanno svolto i rilievi e le indagini sul posto, coordi-nando anche le perquisizioni collegate.
Tra gli aspetti che hanno reso il caso più complesso figurano le motivazioni dichiarate dall’arrestato per lo scavo e la presenza dei foglietti, che introducono elementi di natura culturale e simbolica che le autorità hanno comunque documentato e repertato insieme agli altri indizi materiali. Le contestazioni penali rimangono legate, per il momento, alla detenzione della sostanza e agli atti di resistenza ai pubblici ufficiali rilevati durante l’intervento.
La vicenda continuerà a svilupparsi nelle prossime ore davanti al magistrato presso il Palazzo di Giustizia della Spezia dove saranno valutate le posizioni processuali e le eventuali misure cautelari. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno completato le attività tecniche e i rilievi sul luogo dello scavo per acquisire tutti gli elementi utili all’istruttoria.
