Un detenuto è stato fermato al rientro da un permesso premio dopo che il personale di sorveglianza ha sospettato un occultamento interno di oggetti proibiti. Portato in ospedale per accertamenti, ha poi espulso tre ovuli contenenti droga e un piccolo telefono cellulare ingerito per eludere i controlli. L’intervento è stato effettuato in collaborazione tra polizia penitenziaria e personale sanitario.
Il sospetto è nato durante i controlli di routine al rientro in istituto: alcuni comportamenti ritenuti anomali hanno indotto gli agenti a disporre la verifica medica. Trasferito al reparto sanitario sotto scorta, il detenuto è stato tenuto sotto osservazione fino all’espulsione volontaria degli oggetti.
Le operazioni si sono svolte seguendo le procedure previste per la tutela della salute e la sicurezza: isolamento temporaneo, trasporto con scorta e accertamenti clinici in ambiente ospedaliero. Gli ovuli e il telefono, considerati potenzialmente pericolosi, sono stati gestiti con le cautele necessarie e documentati per eventuali sviluppi giudiziari.
Il caso mette in luce la difficoltà di impedire l’ingresso di sostanze e dispositivi vietati nelle carceri. I telefoni cellulari facilitano comunicazioni non autorizzate con l’esterno, alimentando reti illecite e mettendo a rischio ordine e sicurezza all’interno delle strutture. Per questo i sindacati della polizia penitenziaria hanno sottolineato la prontezza e la professionalità del personale impegnato nei controlli.
Sul piano operativo e amministrativo, le istituzioni sono chiamate a rafforzare i controlli agli accessi, aggiornare i protocolli di ispezione e investire nella formazione del personale. Tecnologie di rilevamento più avanzate e procedure standardizzate possono ridurre le occasioni di introduzione di materiali vietati, ma resta centrale anche la corretta documentazione degli accertamenti per eventuali accertamenti giudiziari o ispettivi.
Il detenuto è stato trattenuto e sono in corso le indagini per chiarire modalità e responsabilità del tentativo di introduzione. Le autorità competenti comunicheranno gli esiti degli approfondimenti non appena disponibili e valuteranno eventuali misure aggiuntive, come controlli più stringenti sui rientri dai permessi e l’adozione di strumenti tecnologici per il monitoraggio.