Un attacco violento nella stazione Duomo della metropolitana di Milano ha portato all’arresto di un 27enne accusato di aver provocato uno sfregio permanente al volto di una giovane passeggera. Il gip ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo concreto il rischio di ulteriori episodi.
Nuove accuse e la versione dell’indagato: il gip giudica “inverosimili” le sue dichiarazioni
Sul 27enne emergerebbe anche un precedente episodio contestato. Una ragazza di 24 anni avrebbe infatti dichiarato di essere stata vittima di una rapina in centro a Milano il 19 febbraio scorso, riconoscendo Saidi dopo aver visto la sua fotografia sui giornali. “Appena ho rivisto i suoi occhi in una foto apparsa sui giornali, l’ho riconosciuto subito e ho avuto una crisi di panico”, avrebbe raccontato la giovane.
Come riportato da Fanpage, durante l’interrogatorio di convalida, svolto nel carcere di San Vittore con l’assistenza dell’avvocata Mara Bracco, il 27enne avrebbe mantenuto un atteggiamento definito ostile e avrebbe fornito una ricostruzione dei fatti non ritenuta attendibile dal giudice. Saidi avrebbe spiegato di essere arrivato in Italia dalla Francia soltanto da un mese e di aver lavorato come idraulico insieme a un connazionale, chiedendo inoltre di poter essere rimpatriato in Algeria.
Nel corso dell’audizione avrebbe sostenuto di essere stato lui la vittima della situazione, affermando che la ragazza lo avrebbe guardato male e insultato. Avrebbe inoltre negato di aver pronunciato frasi legate alla religione e avrebbe respinto l’accusa di aver utilizzato un coltello, sostenendo invece che la giovane si sarebbe ferita con la fibbia metallica della borsa durante una colluttazione.
L’uomo avrebbe anche dichiarato di essersi allontanato perché si sentiva svenire e avrebbe indicato il sangue trovato sul pavimento come proprio. Per sostenere la sua versione avrebbe mostrato una ferita a un dito riportata durante l’interrogatorio. Una ricostruzione che, però, il gip ha definito “inverosimile” nel provvedimento con cui ha confermato la misura cautelare in carcere.
Attacco choc in metro a Milano: resta in carcere il 27enne. “È pericoloso”
Resta detenuto nel carcere di San Vittore Mohammed Saidi, il 27enne di origine algerina fermato dalla polizia locale con l’accusa di aver aggredito e sfregiato con un coltello una ragazza di 23 anni alla stazione Duomo della metropolitana di Milano, lo scorso 9 luglio. Il gip Cristian Mariani ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere per l’ipotesi di sfregio permanente al volto, riconoscendo anche l’aggravante dei futili motivi e valutando elevato il livello di pericolosità sociale dell’indagato.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il giudice avrebbe sottolineato come l’uomo avrebbe agito nonostante fosse stato già fermato poche ore prima, evidenziando una presunta incapacità di frenare i propri impulsi e una particolare spregiudicatezza nel colpire una persona ritenuta vulnerabile. L’aggressione sarebbe scattata, secondo la ricostruzione degli investigatori, per un semplice sguardo interpretato dal 27enne come provocatorio.
La giovane vittima, dopo l’accaduto, ha raccontato quei momenti di terrore: “Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”. Una testimonianza che restituisce la gravità della paura vissuta durante l’aggressione avvenuta in una delle fermate più frequentate del centro milanese.
