Nella notte tra il 1° e il 2 luglio 2026, la capitale ucraina Kiev è stata colpita da un attacco russo di proporzioni inedite. Secondo le ultime informazioni fornite dal Servizio statale di emergenza ucraino il bilancio delle vittime è salito a 17 morti e 86 feriti di cui 70 ricoverati in ospedale. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko ha descritto l’attacco come il ‘più massiccio’ della guerra contro la capitale.
L’attacco notturno e le operazioni di soccorso
L’offensiva russa ha coinvolto droni e missili balistici e da crociera colpendo numerosi quartieri della città. Tra gli edifici danneggiati, un condominio residenziale di nove piani nel distretto di Darnytskyi sulla riva sinistra del Dnepr. Sei livelli del palazzo sono crollati, seppellendo sotto le macerie appartamenti e persone.
Le immagini diffuse mostrano vigili del fuoco e soccorritori al lavoro tra travi spezzate, automobili distrutte e incendi ancora accesi.
Le dichiarazioni del sindaco Klitschko
Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che i soccorritori stanno cercando persone rimaste intrappolate nel palazzo. L’attacco ha interessato decine di edifici, tra cui altri condomini, abitazioni private, strutture sanitarie e un deposito di ambulanze.
Secondo le autorità locali, i punti colpiti nella capitale sarebbero più di trenta. Gli abitanti sono rimasti per ore nei rifugi e nelle stazioni della metropolitana, mentre le sirene antiaeree risuonavano in tutta la città.
La reazione internazionale e le dichiarazioni di Mosca
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha interrotto anticipatamente una visita in Irlanda per rientrare in Ucraina. Il governo di Kiev ha chiesto ancora una volta ai Paesi occidentali nuovi sistemi di difesa aerea e intercettori, in particolare contro i missili balistici molto più difficili da abbattere rispetto ai droni. Il Taoiseach irlandese Micheál Martin ha espresso solidarietà all’Ucraina, dichiarando: ‘Ireland has not remained neutral in its feelings.’
Il Ministero della Difesa russo ha confermato di aver condotto un attacco su larga scala, sostenendo di aver colpito installazioni militari, energetiche e aeroporti utilizzati dalle forze ucraine. Mosca ha presentato l’operazione come una rappresaglia per i recenti attacchi ucraini contro infrastrutture e impianti energetici in territorio russo. Tuttavia, la versione russa non chiarisce come un intero settore di un condominio sia stato distrutto.
Le conseguenze umane e materiali
Nel palazzo di nove piani colpito a Kiev, interi appartamenti sono scomparsi. Dove fino alla sera precedente c’erano cucine, camere da letto e famiglie, all’alba restava una montagna di cemento. I soccorritori hanno lavorato con cani, gru e strumenti manuali, procedendo lentamente per non provocare ulteriori cedimenti. Il bilancio di almeno 10 morti resta provvisorio, con il rischio che il numero delle vittime aumenti mentre prosegue la ricerca dei dispersi.
Mentre il Venezuela continua a scavare tra le macerie lasciate dal terremoto, a Kiev la distruzione arriva ancora una volta dal cielo. Due tragedie, una naturale e una provocata dalla guerra, con un risultato comune: famiglie spezzate, case perdute, soccorritori costretti a scavare nella speranza di trovare ancora qualcuno vivo.
