Il caso di Yara Gambirasio ha visto andare in carcere Massimo Bossetti uomo a cui corrispondeva il DNA di “Ignoto 1” e che avrebbe ucciso la ragazzina di Brembate di Sopra, prelevata la sera del 26 febbraio del 2011 dalla palestra dove svolgeva ginnastica.
La volontà di rianalisi di Bossetti
Massimo Bossetti in videocollegamento dal carcere di Bollate, dove sta scontando la pena all’ergastolo ha chiesto di riesaminare i reperti relativi al caso Gambirasio.
La motivazione portata dai legali dell’uomo è che alcune tracce di sangue misto a liquido seminale – “31G20” è il codice – erano state analizzate quando l’imputato non era ancora colpevole.
Gli avvocati del muratore puntano ora a fare ricorso alla sola visione dei reperti già analizzati, contestando di fatto la decisione presa due anni fa.
Hanno commentato questa richiesta anche gli avvocati dei genitori di Yara che puntano ad evitare un “Garlasco 2”, come riporta Leggo ovvero a riaprire un caso già studiato minuziosamente e che ha portato ad un colpevole attraverso prove ritenute credibili.
Bisognerà vedere se a seguito della decisione del tribunale bergamasco i legali di Bossetti faranno di tutto per tentare una strada diversa pur di vedere scagionato il loro assistito o se come molto probabile nulla cambierà ed egli continuerà a scontare la sua pena in carcere.
La richiesta rigettata dal tribunale di Bergamo di nuove analisi ai reperti
La Corte d’Assise del tribunale di Bergamo ha analizzato la richiesta dei legali di Bossetti rispetto alla volontà di analizzare nuovamente i reperti relativi al caso Gambirasio, fino al 2024 vi era stata solo la possibilità di vederli senza ulteriori analisi. E ha deciso, in serata, di rigettarla.
L’uomo condannato all’ergastolo come colpevole dell’omicidio della ragazzina aveva provato a giocarsi, assieme ai propri legali, una nuova carta per cambiare la propria posizione e tentare di ridurre la pena scrollandosi di dosso l’etichetta di colpevole che gli è stata attribuita dopo le indagini effettuate a suo tempo.
