Negli ultimi aggiornamenti sulla situazione di sicurezza in Medio Oriente emergono tre linee di tensione che coinvolgono servizi di intelligence, operazioni militari terrestri e i flussi commerciali marittimi. Sul fronte della sicurezza interna israeliana è stata segnalata un’allerta da parte dello Shin Bet nello Yemen il governo ha annunciato una massiccia azione contro gli Houthi e i dati sulle esportazioni di greggio mostrano, in alcuni giorni di settembre, volumi superiori a quelli precedenti al conflitto.
Allerta dello Shin Bet su possibili attacchi o rapimenti di Hamas
Il capo dello Shin BetDavid Zini ha presentato ai ministri un avviso d’intelligence mirato che segnala un aumento degli sforzi di Hamas per organizzare un’operazione complessa o un’azione di rapimento. L’allerta è stata portata all’attenzione del gabinetto politico-militare durante una riunione serale e indica che le autorità di sicurezza si stanno preparando a scenari con ricadute operative e mediatiche elevate.
L’avvertimento sottolinea la necessità di sorveglianza rafforzata in vista di periodi sensibili, senza però quantificare ulteriori dettagli sulle tempistiche oltre alle indicazioni generali fornite dai servizi.
Offensiva yemenita: rivendicazione di 1.122 attacchi contro gli Houthi
Le forze governative yemenite hanno rivendicato complessivamente 1.122 attacchi contro posizioni degli Houthi in varie province, inclusi interventi su postazioni di artiglieria, lanciarazzi e centri di comando.
Il portavoce delle forze armate, Majid Abdullah al Nuzaili ha reso noti i numeri relativi al bilancio delle operazioni: 1.747 combattenti Houthi uccisi e la distruzione o il danneggiamento di 364 mezzi e sistemi impiegati per operazioni e rifornimenti. Le azioni sono state attribuite all’impiego combinato di aerei, droni, missili, razzi, artiglieria e cecchini, e sono concentrate in province come Saadaal JawfTaiz e lungo la costa.
Queste rivendicazioni arrivano nel contesto di una nuova offensiva del governo internazionalmente riconosciuto volta a riconquistare territori ancora sotto il controllo degli Houthi, con il coinvolgimento di più fronti operativi. Le cifre fornite dalle autorità non sono state verificate da fonti indipendenti, ma mostrano l’intensità delle operazioni e l’ampiezza degli obiettivi dichiarati.
Flussi petroliferi e rischi marittimi: volumi superiori ai livelli prebellici in fine settembre
I movimenti di greggio dal Medio Oriente hanno mostrato, in alcuni giorni a fine settembre, un aumento dei volumi rispetto al periodo precedente all’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran. Dati provvisori di Kpler indicano picchi di esportazione compresi tra 19,5 e 22,5 milioni di barili al giorno nei giorni del 24 settembre e dal 27 al 29 settembre rispetto alla media di circa 18 milioni di barili giornalieri registrata prima del conflitto. La media mobile su sette giorni si attestava a 18,5 milioni di barili al giorno il primo ottobre.
Il dato incorpora i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso le esportazioni da terminali e i trasferimenti da nave a nave nel Golfo di Oman. Contestualmente, società di intelligence marittima come Marisks hanno segnalato un aumento degli attacchi alle navi, con almeno sette episodi nello Stretto di Hormuz tra il 28 settembre e i primi giorni di ottobre, mentre l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha registrato attacchi con frequenza giornaliera nello Stretto o nel Golfo di Aden a partire dal 2 ottobre. L’aumento dei volumi esportati, nonostante la crescente minaccia alla navigazione, riflette dinamiche logistiche e commerciali che mantengono aperte rotte strategiche pur in un contesto più rischioso.
Teheran convoca l’ambasciatore norvegese per questioni legate a Starlink
Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore norvegese a Teheran, Paal Bjornestad e lo ha incontrato con il direttore generale del Dipartimento per la pace e la sicurezza internazionale, Mohammad Hassannejad Pirkouhi. Durante il colloquio sono state avanzate accuse contro l’uso del servizio satellitare Starlink con la dichiarazione che “Gli Stati Uniti e Israele abusano sistematicamente della rete satellitare Starlink per portare avanti programmi interventisti nei confronti dell’Iran” e la richiesta che la Norvegia, in qualità di Stato di registrazione presso l’Unione internazionale delle telecomunicazioni, adotti misure per impedire trasmissioni non autorizzate sul territorio iraniano. Secondo l’istanza espressa in sede diplomatica, Oslo avrebbe ignorato ripetute richieste affinché cessino attività ritenute lesive della sicurezza nazionale e della sovranità.
Nel complesso, i tre filoni — l’allerta dello Shin Bet l’offensiva yemenita con le cifre dichiarate e i dati sulle esportazioni di greggio — disegnano uno scenario regionale caratterizzato da elevata tensione e da flussi commerciali che continuano a muoversi nonostante i rischi per la navigazione.
