> > Garlasco, la madre di Sempio nelle intercettazioni: il nodo dell’impronta 33

Garlasco, la madre di Sempio nelle intercettazioni: il nodo dell’impronta 33

Garlasco, la madre di Sempio nelle intercettazioni: il nodo dell’impronta 33

Le parole della madre di Andrea Sempio nelle intercettazioni riportano l’attenzione sull’impronta 33, sulla scarpa e sulle misurazioni effettuate a distanza di quasi vent’anni.

Il delitto di Garlasco torna sotto i riflettori a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Al centro della nuova fase dell’inchiesta su Andrea Sempio ci sono le impronte rilevate nella villetta di via Pascoli, le misurazioni del suo piede e alcune intercettazioni con la madre Daniela Ferrari, elementi che la Procura di Pavia sta rivalutando insieme agli altri accertamenti raccolti nel corso delle indagini.

Garlasco, la madre di Sempio nelle intercettazioni: il particolare sull’impronta 33

Dopo una serie di nuovi accertamenti e consulenze, lo scorso 28 settembre i pm hanno notificato alla difesa un secondo avviso di conclusione delle indagini: l’ipotesi accusatoria nei confronti di Sempio resta quella di omicidio aggravato e il nuovo passaggio potrebbe precedere una richiesta di rinvio a giudizio.

Tra gli elementi tornati sotto esame ci sono le tracce individuate nella villetta di via Pascoli, comprese quelle relative alla scarpa con suola a pallini, e le misurazioni effettuate sull’indagato. Secondo i consulenti della Procura, una Frau numero 42 risulterebbe compatibile con le dimensioni del piede di Sempio. Gli esperti hanno inoltre valutato la possibilità che, nell’arco di quasi vent’anni, un aumento di peso possa aver modificato larghezza e volume del piede.

La difesa, invece, contesta questa ricostruzione e ha effettuato anche prove con modelli di scarpe Frau, sostenendo che le calzature esaminate risultassero troppo strette per Sempio, che oggi porta il numero 44.

Il tema è stato affrontato anche nella puntata di Mattino Cinque del 5 ottobre, durante la quale sono stati ripercorsi gli ultimi sviluppi dell’indagine e il contenuto di alcune conversazioni tra Andrea Sempio e la madre Daniela Ferrari. Proprio le misurazioni del figlio vengono discusse nelle intercettazioni, con la donna che manifesta perplessità sul fatto che il confronto con le caratteristiche fisiche del 2007 venga effettuato a distanza di quasi vent’anni. In una delle conversazioni, Ferrari sottolinea: “L’unica cosa che gli è rimasta uguale è il numero di scarpa”. Il concetto viene ribadito anche in una ricostruzione delle intercettazioni resa pubblica nei giorni scorsi: “di uguale ha solo taglia 44 di scarpe”.

Garlasco, l’impronta 33 e il dubbio sul momento in cui sarebbe stata lasciata

Un altro reperto considerato importante dagli inquirenti è la cosiddetta impronta 33, individuata sul muro della scala che conduce alla zona della villetta in cui venne trovato il corpo di Chiara Poggi. Secondo la consulenza della Procura, la traccia sarebbe riconducibile al palmo della mano destra di Sempio sulla base della corrispondenza di 15 minuzie dattiloscopiche. La difesa sostiene invece una lettura differente e, secondo quanto riportato nelle precedenti consulenze, individuerebbe un numero inferiore di punti di corrispondenza.

La posizione dell’impronta e il suo possibile collegamento con la dinamica dell’omicidio sono quindi tornati a essere oggetto di discussione. Già durante i primi accertamenti la traccia aveva attirato l’attenzione degli investigatori, mentre oggi viene rivalutata all’interno del nuovo quadro investigativo. Nel corso della trasmissione, Giuseppe Brindisi ha richiamato anche le conversazioni tra Sempio e la madre, osservando come dalle parole dell’indagato non emergerebbe una netta negazione della corrispondenza. Secondo il giornalista: “Andrea sembra dire: quell’impronta è mia”.

Resta però un interrogativo fondamentale: non è sufficiente stabilire a chi appartenga una traccia, ma occorre comprendere quando e in quale circostanza sia stata lasciata. È proprio questo uno dei punti su cui continua il confronto tra accusa e difesa. Come sottolineato da Federica Panicucci durante il dibattito: “Bisogna vedere quando quell’impronta è stata lasciata”. Le nuove consulenze sulla traccia e sulla scarpa si inseriscono dunque in un quadro più ampio, che comprende anche ulteriori accertamenti sul Dna e altri elementi già presenti nel fascicolo.

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