> > Attentato a Ranucci: indagato Lavitola, ex editore e imprenditore

Attentato a Ranucci: indagato Lavitola, ex editore e imprenditore

Attentato a Ranucci: indagato Lavitola, ex editore e imprenditore

L'inchiesta sull'attentato a Sigfrido Ranucci si arricchisce di nuovi dettagli. Valter Lavitola, ex editore e imprenditore, è indagato come presunto mandante. Scoperte nuove piste investigative e dettagli inediti.

L’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia nell’ottobre del 2026, ha registrato un nuovo sviluppo significativo. Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista-editore, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di essere il mandante dell’azione dinamitarda. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, stanno cercando di fare luce su un caso che ha scosso l’opinione pubblica.

Le indagini e i sequestri

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati hanno eseguito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Lavitola, sequestrando il suo cellulare e il pc. Questi dispositivi potrebbero contenere elementi cruciali per ricostruire il movente dell’attentato. Al momento, non ci sono certezze su cosa abbia spinto Lavitola a ordinare l’azione, ma gli inquirenti stanno lavorando senza sosta per chiarire la situazione.

Lavitola è accusato, insieme a quattro presunti esecutori materiali, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso. I quattro arrestati sono stati fermati tra Napoli e Avellino e sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip della Capitale.

I dettagli sull’organizzazione dell’attentato

Secondo le ricostruzioni dei magistrati, la banda sarebbe stata contattata da un intermediario, definito dai componenti del gruppo come “quello” nelle intercettazioni. Questo intermediario avrebbe dato alcune migliaia di euro ai quattro per compiere il blitz. Tra gli arrestati ci sono Pellegrino D’Avino e sua moglie Marika De Filippi, Saverio Mutone e Antonio Passariello, ritenuto uno dei capi del gruppo.

Le carte dell’inchiesta affermano che D’Avino ha preso contatti con un soggetto terzo, evidentemente il mandante o colui che parlava per suo conto. Dopo l’attentato, questo soggetto si è reso disponibile a garantire un temporaneo allontanamento dal territorio in favore degli esecutori, fornendo risorse economiche e strumenti di pagamento ricaricabili.

L’interrogatorio di Lavitola

Lavitola, convocato in Procura per l’interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tuttavia, ha reso una lunga dichiarazione spontanea, negando ogni coinvolgimento e sostenendo di essere del tutto estraneo ai fatti. Ha ribadito il rapporto di lunga amicizia che lo lega a Ranucci, definendolo “fraterno” e sostenendo che le rispettive famiglie si frequentano abitualmente.

Gli inquirenti stanno ora concentrando la loro attenzione sull’analisi del materiale sequestrato, sperando di ottenere ulteriori riscontri sull’ipotesi accusatoria o sugli eventuali rapporti tra i soggetti coinvolti. Al momento, non è prevista una nuova convocazione di Ranucci come persona informata sui fatti.

Le dichiarazioni di Ranucci

Ranucci, dopo l’audizione in Procura, ha dichiarato che gli inquirenti non escludono alcuna pista e stanno lavorando a 360 gradi. Ha anche ripercorso alcune vecchie inchieste di Report che hanno riguardato l’area geografica in cui vivevano i componenti della banda. Ranucci ha negato di aver mai voluto entrare in politica, nonostante un sondaggio commissionato da Lavitola sulla sua popolarità.

Lavitola ha raccontato di aver commissionato il sondaggio insieme a Ranucci e altri due giornalisti, ma il progetto è stato interrotto dopo gli arresti dei presunti esecutori dell’attentato. Ranucci ha affermato che Lavitola sapeva bene che non si sarebbe candidato e che forse cercava di accreditarsi verso altri.

L’inchiesta è ancora in corso e nuovi sviluppi potrebbero emergere nelle prossime settimane. Gli inquirenti sono determinati a fare chiarezza su questo complesso caso di cronaca nera.

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