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BoE conferma i tassi a 3,75%: inflazione stabile a 2,8% in maggio

BoE conferma i tassi a 3,75%: inflazione stabile a 2,8% in maggio

La Bank of England ha confermato il tasso al 3,75% con l'inflazione ferma al 2,8% in maggio; il lieve calo della disoccupazione e le tensioni sul mercato energetico legate al conflitto in Medio Oriente influenzano le valutazioni del Comitato Monetario.

La Bank of England ha deciso di mantenere il tasso ufficiale al 3,75% nella riunione del suo Comitato Monetario presieduto da Andrew Bailey. La scelta era attesa dai mercati, in un quadro in cui l’inflazione nel Regno Unito è rimasta stabile al 2,8% nel mese di maggio, secondo i dati ufficiali dell’Office for National Statistics.

Questi numeri segnalano una situazione di equilibrio fragile: l’inflazione è sopra l’obiettivo ma non mostra accelerazioni immediate.

Contestualmente, l’andamento del mercato del lavoro offre qualche nota di sollievo per il governo guidato da Keir Starmer con un calo della disoccupazione dal picco del 5% al 4,9%. Tuttavia, fattori esterni come il conflitto in Medio Oriente continuano a influenzare i prezzi energetici e le prospettive economiche a breve termine.

Inflazione stabile a maggio e movimenti nei prezzi dei trasporti

L’inflazione è rimasta al 2,8% in maggio, invariata rispetto ad aprile. L’Office for National Statistics ha evidenziato che il principale contributo al rialzo è venuto dal settore dei trasporti: le tariffe aeree sono salite del 10,3% tra aprile e maggio, invertendo un precedente calo del 5% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Al contrario, alcuni segmenti come i prezzi alimentari hanno esercitato un effetto contrario, limitando la spinta complessiva.

Dichiarazioni e interpretazioni ufficiali

Secondo l’analisi pubblica, “Inflation held steady in May as various price movements offset each other“, frase che sintetizza il bilanciamento tra componenti in aumento e componenti in diminuzione. Il Cancelliere Rachel Reeves ha sottolineato come le tensioni internazionali sul fronte energetico abbiano avuto un impatto diretto sui costi per le imprese, amplificando le pressioni inflazionistiche nel paese.

Effetti del conflitto in Medio Oriente sui mercati energetici e sull’economia

Le interruzioni nella fornitura energetica legate al conflitto in Medio Oriente hanno contribuito a un aumento significativo dei costi. I dati mostrano che i prezzi di input del petrolio greggio nel Regno Unito sono cresciuti del 71,8% nell’anno fino a maggio, rispetto al 76,8% registrato ad aprile, segnalando una forte variabilità ma anche livelli elevati su base annua. Queste dinamiche hanno inciso sui prezzi dei carburanti e sulla fiducia di imprese e consumatori.

L’OCSE ha osservato che le perturbazioni nelle tratte marittime e i danni alle infrastrutture energetiche hanno innescato un aumento dei prezzi, che a loro volta hanno eroso fiducia e domanda interna. In questo contesto, l’economia britannica ha mostrato segnali di debolezza: il Prodotto Interno Lordo ha registrato una contrazione mensile che riflette gli effetti delle tensioni internazionali sulle forniture energetiche e sulle catene logistico-produttive.

Prospettive e valutazioni degli analisti

Tra gli osservatori finanziari, Scott Gardner di J.P. Morgan Personal Investing ha indicato che i dati più recenti potrebbero suggerire che un rialzo persistente dell’inflazione sia solo temporaneo, mentre James Smith economista per i mercati sviluppati, ritiene probabile una fase di pausa prolungata da parte della BoE. Smith ha affermato che, salvo un peggioramento nella situazione energetica globale, è prevedibile un voto a maggioranza per il mantenimento dei tassi, con possibili aggiustamenti solo in futuro.

La commentatrice di mercato Fiona Cincotta ha inoltre sottolineato che le aspettative sui rialzi futuri dei tassi si stanno spostando nel tempo, influenzando la propensione degli investitori e la forza della sterlina rispetto ad altre valute.

Le prossime mosse dipenderanno dall’evoluzione dei prezzi dell’energia e dagli sviluppi geopolitici in Medio Oriente.

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