La busta paga di settembre sarà più alta per molti lavoratori italiani, sia nel settore pubblico sia in alcune categorie del privato. Gli incrementi sono legati soprattutto ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali, che producono i primi effetti proprio con gli stipendi di questo mese. Per alcuni lavoratori, inoltre, gli aumenti saranno favoriti dalla tassazione agevolata al 5%, come riportato da QuiFinanza.it.
A questi importi potranno aggiungersi eventuali somme derivanti dal conguaglio fiscale. Chi risulta avere versato più imposte del dovuto potrà infatti ricevere il rimborso direttamente in busta paga attraverso il 730, con tempi variabili in base alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
In arrivo aumenti in busta paga a settembre
Uno degli incrementi più rilevanti interessa oltre 200 mila dipendenti delle amministrazioni centrali, dopo il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali e degli enti non economici firmato il 6 agosto. L’aumento mensile varia in base all’inquadramento: si parte dagli 89,50 euro lordi per gli operatori, mentre gli assistenti riceveranno 94,20 euro e i funzionari 114,40 euro.
Per le elevate professionalità l’incremento raggiunge invece 156,20 euro lordi al mese. Gli effetti economici cresceranno ulteriormente da gennaio 2027 con la seconda tranche prevista dal rinnovo. A settembre saranno inoltre corrisposti gli arretrati dal gennaio 2025. Il calcolo, però, non consiste semplicemente nel moltiplicare l’aumento mensile per tutti i mesi trascorsi, perché nel periodo di vacanza contrattuale era già stata riconosciuta l’indennità di vacanza contrattuale, che dovrà essere riassorbita.
Aumenti in busta paga a settembre: chi interessano
Nel settore privato gli incrementi riguarderanno, in particolare, i dipendenti della ristorazione collettiva e delle agenzie di viaggio. Per i lavoratori di quarto livello della ristorazione collettiva è previsto un aumento di 40 euro lordi al mese, mentre lo stesso importo e le stesse tempistiche riguardano le agenzie di viaggio. Un elemento particolarmente importante è la tassazione sostitutiva al 5% prevista per gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, a condizione che il lavoratore abbia un reddito lordo annuo inferiore a 33 mila euro. In questi casi, le somme interessate non vengono assoggettate alla normale aliquota Irpef, ma alla tassazione agevolata. Infine, la busta paga di settembre può risultare più consistente anche per chi ha presentato il modello 730 e vanta un credito nei confronti del fisco. L’Agenzia delle Entrate verifica le imposte versate e, quando emerge un pagamento in eccesso, il rimborso viene riconosciuto attraverso il conguaglio in busta paga. Le tempistiche dipendono dal momento in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi.
