Tensione in studio sul caso Garlasco. A Lo Stato delle Cose, Angela Taccia difende Andrea Sempio e replica alle domande di Massimo Giletti, mentre tornano al centro del confronto i diari dell’indagato e i presunti collegamenti con Chiara Poggi.
Garlasco, Angela Taccia difende Sempio in tv: “Molto stanco e rassegnato”
Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione televisiva nella nuova stagione di Lo Stato delle Cose.
Durante la prima puntata, Massimo Giletti ha ospitato, tra gli altri, Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, e Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio, nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. La penalista ha descritto il suo assistito come provato dal peso dell’inchiesta e dall’enorme esposizione mediatica: “Umanamente Sempio è rassegnato”, ha spiegato, precisando però che resta “forte della sua innocenza” e pronto ad affrontare gli eventuali sviluppi giudiziari affidandosi ai propri legali.
Secondo Taccia, Sempio sarebbe anche “molto stanco” e particolarmente preoccupato per i genitori, coinvolti indirettamente nel clamore suscitato dalle nuove indagini. La difesa ha inoltre respinto le interpretazioni nate dai vecchi post e dagli scritti personali dell’indagato. La legale ha ricordato anche che le sue ex sarebbero rimaste in buoni rapporti con lui e che le colleghe avrebbero sempre avuto un rapporto positivo con l’uomo.
Delitto Garlasco, Angela Taccia contro Massimo Giletti: “Lei non è Dio in Terra”
Il confronto si è fatto più acceso quando Giletti ha mostrato una pagina di un diario di Sempio, soffermandosi su alcuni passaggi, tra cui la frase “Ho l’impressione che qualcuno sia entrato in casa”. Il conduttore ha interpretato una data riportata sul foglio come il 13 agosto e ha evidenziato anche la presenza dell’iniziale “C.”, ipotizzando possibili collegamenti con il delitto. Taccia ha contestato nettamente questa ricostruzione: “È 15 agosto, lei non è Dio in Terra, è un’interpretazione sua leggere 13. Io so che è un 15”.
Secondo la difesa, inoltre, l’iniziale non avrebbe nulla a che fare con Chiara Poggi, ma indicherebbe una collega di Sempio, mentre il riferimento a qualcuno entrato in casa riguarderebbe la sua abitazione di Voghera, tanto che avrebbe poi installato una telecamera per controllarla. La legale ha ricordato che quei diari risalgono al 2017 e agli anni successivi, molto tempo dopo l’omicidio: “I due pensieri non sono legati” e “Diari di prima non ci sono”. Ha poi respinto anche l’ipotesi che Sempio possa aver visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi, sottolineando che dalla consulenza informatica disposta dalla Procura non emergerebbe alcuna visualizzazione né intervento sulla pen drive. Sulle altre vicende private dell’indagato, compresa la storia delle foto intime ottenute dalla cugina, Taccia ha invitato a distinguere la vita personale dagli elementi realmente utili all’inchiesta: “Ci si deve attenere ai fatti”.
Il punto centrale della strategia difensiva, condiviso anche dall’avvocato Liborio Cataliotti, resta l’assenza, secondo i legali, di elementi capaci di dimostrare un rapporto tra Sempio e la vittima: “Non ci sono finora né una prova né un indizio di un contatto tra Sempio e Chiara Poggi”. Una posizione che si contrappone a quella della Procura di Pavia, che avrebbe individuato un quadro composto da 21 elementi ritenuti rilevanti, compresi quelli scientifici contestati dalla difesa. La prossima data decisiva è il 28 settembre, termine entro il quale la Procura dovrebbe scegliere se chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio oppure procedere con una richiesta di archiviazione.
