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Macklemore escluso dal tour di Ed Sheeran dopo il “Free Palestine”

Macklemore escluso dal tour di Ed Sheeran dopo il “Free Palestine”

Macklemore non prenderà parte alle prossime tappe del tour di Ed Sheeran dopo il messaggio “Free Palestine” pronunciato sul palco: cos'è successo.

La presa di posizione di Macklemore a favore della Palestina ha avuto conseguenze sul piano professionale: il rapper è stato escluso dalle restanti date statunitensi del tour di Ed Sheeran dopo aver pronunciato sul palco lo slogan “Free Palestine”.

Macklemore fuori dalle date USA di Ed Sheeran dopo il “Free Palestine”

Il rapper, il cui vero nome è Ben Haggerty, ha raccontato sui social di essere stato escluso dalle successive tappe americane del Loop Tour, per il quale aveva già aperto due concerti e avrebbe dovuto esibirsi in altre otto date. Al centro della vicenda ci sarebbero le parole pronunciate il 4 settembre al MetLife Stadium, nel New Jersey, quando Macklemore aveva spiegato di aver accettato di salire su un palco così importante anche per poter dire davanti a migliaia di spettatori “Free Palestine.

Durante l’esibizione di Hind’s Hall, inoltre, sui maxi schermi sarebbero state mostrate immagini della distruzione nella Striscia di Gaza, inserendo così il messaggio politico direttamente all’interno dello spettacolo.

La scelta ha provocato dure reazioni. La cantante Pink ha rilanciato sui propri social un contenuto che accusava Macklemore di fare propaganda anti-israeliana, mentre organizzazioni legate alla comunità israeliana negli Stati Uniti hanno contestato pubblicamente le sue dichiarazioni.

Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso rapper, la pressione sarebbe poi arrivata anche dai proprietari degli stadi. Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium vicino a Boston, avrebbe comunicato a Sheeran che Macklemore non avrebbe potuto esibirsi nella struttura. Altri gestori di venue americane, sempre secondo Haggerty, avrebbero fatto sapere che alcune date del tour avrebbero rischiato la cancellazione nel caso in cui il rapper fosse rimasto in cartellone. La scelta finale sarebbe quindi stata quella di proseguire senza di lui, evitando di mettere a rischio gli appuntamenti previsti e la partecipazione di centinaia di migliaia di spettatori.

Macklemore fuori dal tour di Ed Sheeran: la posizione del proprietario del Gillette Stadium

L’impegno pubblico di Macklemore sulla questione palestinese non nasce con il tour di Ed Sheeran. Negli ultimi anni il rapper ha trasformato più volte concerti e musica in strumenti attraverso cui esprimere il proprio dissenso verso l’azione militare israeliana nella Striscia di Gaza. Uno degli esempi più noti è “Hind’s Hall”, brano ispirato alle proteste pro-Palestina alla Columbia University e all’occupazione della Hamilton Hall, ribattezzata dagli studenti in memoria di Hind Rajab, la bambina palestinese di sei anni uccisa a Gaza insieme alla sua famiglia.

Dopo l’esclusione dal tour, Macklemore ha pubblicato una lunga riflessione sui social sostenendo di non considerare né se stesso né gli altri artisti coinvolti le vittime principali della storia. Ha ricordato che musicisti come lui, Sheeran e Pink dispongono comunque di carriere, denaro, sicurezza e opportunità, mentre a pagare il prezzo più alto del conflitto sono, a suo giudizio, i palestinesi uccisi, sfollati o privati dei beni essenziali.

Robert Kraft, dal canto suo, ha confermato di non aver voluto Macklemore sul palco del Gillette Stadium. La decisione, secondo l’imprenditore, non sarebbe stata legata esclusivamente alle dichiarazioni del 4 settembre, ma anche a una più ampia storia di retorica e immagini antisemite di Macklemore, da lui giudicate profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica. Il riferimento sembra riguardare soprattutto un episodio del 2014, quando il rapper salì sul palco indossando una parrucca, una barba finta e un naso molto pronunciato. Il travestimento venne interpretato da alcuni come una caricatura basata su stereotipi antisemiti. Macklemore si scusò successivamente, spiegando che il costume era stato composto casualmente utilizzando una parrucca acquistata in Giappone e un naso da strega e che l’obiettivo era semplicemente non farsi riconoscere.

 

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