Il mondo della musica e della cultura è in lutto per la scomparsa di Francesco Guccini una delle voci più profonde e amate della canzone d’autore italiana. Con la sua poesia intarsio di riferimenti Guccini ha saputo raccontare l’Italia e le sue contraddizioni, diventando un punto di riferimento per generazioni di ascoltatori.
La sua scomparsa ha suscitato un coro di commozione e ricordi, non solo nel mondo della musica, ma anche nella politica, nel cinema e nella Chiesa.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha ricordato come un poeta, musicista e intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, parlando di impegno, giustizia e uguaglianza.
Un omaggio corale
Il numero di Repubblica dedicato a Guccini è un omaggio corale a una delle voci più profonde e amate della musica italiana. Con un suo testo inedito, racconti, interviste e commenti firmati da Viola ArdoneGino CastaldoMaurizio CrosettiGiovanni EgidioSilvia FumarolaEmanuela GiampaoliLuigi ManconiEmilio MarresePatrizio RuviglioniMichele SerraLuca Valtorta e Andrea Vivaldi il giornale celebra chi, con le sue canzoni, ha saputo raccontare il Paese come pochi altri.
Tra i ricordi più toccanti, quello di Vasco Rossi che lo definisce il grande Maestro e quello di Fiorella Mannoia che affida a un emoticon con il cuore spezzato la sua solitudine: Oggi siamo un po’ più soli. Ciao Cirano. Anche Ligabue e Branduardi hanno espresso la loro ammirazione per il cantautore scomparso.
Ricordi dalla politica e dalla Chiesa
La morte di Guccini ha unito trasversalmente il mondo della politica. Matteo Renzi ha scelto il brano Shomer ma mi-llailah del 1983 per ricordarlo, così come il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (FdI), che ha annunciato un evento commemorativo per l’autunno. Elly Schlein ha scritto che Guccini ha raccontato l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica.
Anche il mondo ecclesiastico ha ricordato Guccini. L’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi ha espresso vicinanza nella preghiera e cordoglio a nome della Chiesa di Bologna, Guccini e Zuppi avevano accompagnato insieme un gruppo di studenti ad Auschwitz nell’ambito dell’iniziativa Un treno per la memoria partendo dalle note e dalle parole della sua canzone Canzone del bambino nel vento (Auschwitz).
Un artista a tutto tondo
Guccini non è stato solo un cantautore, ma anche un fumettista con una decina di pubblicazioni tra gli anni ’60 e ’80. Milo Manara lo ha ricordato con una frase e una foto che lo ritrae assieme al cantautore scomparso. Anche Laura CirielloMario NatangeloDavide Toffolo e Mauro Biani hanno ricordato la sua passione per il fumetto.
Lo storico dell’arte Tomaso Montanari scrive: Ma a noi piace pensarlo ancora e per sempre con la sua chitarra, il suo vino e le sue parole. Le Gallerie degli Uffizi hanno reso omaggio al cantautore con un video sui canali social, montando i monti dell’Appennino ritratti in alcuni capolavori della Galleria d’Arte moderna di Palazzo Pitti.
Francesco Guccini lascia un vuoto incolmabile, ma le sue canzoni rimarranno per sempre nella memoria di chi lo ha amato e ascoltato. Come ha scritto ZuccheroNon ti ho mai perduto, con quanto amore, stai soltanto dormendo in fondo al mio cuore.
