Il risultato delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, che ha conferito una netta vittoria al Partito democratico, ha subito ripercussioni sui mercati asiatici, in particolare sulla Borsa di Tokyo. Gli investitori hanno dovuto ricalibrare le proprie aspettative sulla politica fiscale americana, temi che hanno alimentato una notevole volatilità durante la sessione giapponese.
Movimento iniziale del Nikkei e rafforzamento dello yen
All’apertura della contrattazione, il Nikkei ha mostrato un balzo positivo dello 0,28%, toccando quota 62.364,95 e registrando un guadagno di 176 punti. Contestualmente, lo yen ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro, attestandosi a 158,30 yen per dollaro, mentre rispetto all’euro è rimasto poco al di sotto dei 178 yen.
Questi primi segnali hanno suggerito un possibile slancio favorevole, alimentato dalle aspettative di una risposta di mercato alla vittoria democratica.
Ritroso dell’indice e calo dei titoli tecnologici
Nel corso della giornata, però, la pressione si è intensificata: il Nikkei ha perso quasi il 5% in un momento critico, per poi chiudere la sessione a 62.188,63 punti, con una flessione complessiva dell’1,42%.
Questo ribasso ha riportato l’indice ai minimi degli ultimi tre mesi. Parallelamente, il Topix è sceso dello 0,89%, attestandosi a 3.895,38 punti. Le azioni del settore tecnologico hanno subito le perdite più marcate, con Advantes e Tokyo Electron in calo di oltre il 3%, Kioxia Holdings oltre il 5% e Sumitomo Electric Industries con una perdita superiore al 7%.
Reazioni valutarie e ripercussioni internazionali
L’andamento della valuta ha continuato a evolversi: il tasso di cambio dollaro/yen, dopo aver toccato 157,5 nella notte, è stato negoziato a 158,1 yen per dollaro alla chiusura. Sul fronte europeo, lo yen è rimasto poco al di sotto dei 178 yen per euro. Al di fuori del Giappone, i mercati asiatici hanno mostrato segni di resilienza: la Borsa di Seoul è terminata in rialzo dello 0,6%, mentre quella di Hong Kong ha guadagnato l’1,2%.
Interpretazioni degli analisti sul contesto politico statunitense
Secondo Chris Weston, analista di Pepperstone, la vittoria democratica costringe gli operatori a riesaminare il programma politico residuo dell’ex presidente Donald Trump. Lin Li di MUFG Bank aggiunge che uno scenario di più ampio stallo di bilancio al Congresso ridurrebbe le aspettative di un nuovo impulso fiscale negli USA, indebolendo i rendimenti obbligazionari statunitensi e, di conseguenza, il dollaro. Entrambe le osservazioni suggeriscono che le previsioni di investimento, in particolare nei progetti di intelligenza artificiale, potrebbero subire un raffreddamento, influenzando negativamente la fiducia degli investitori giapponesi.
