Stasera Zucchero Sugar Fornaciari sale sul palco dello Stadio Dall’Ara di Bologna con lo spettacolo BAILA (sexy thing) 25th – Under the moonlight la tournée pensata per celebrare i 25 anni dell’omonimo brano. Dopo il debutto a Udine il bluesman emiliano ha parlato con i cronisti nel backstage, alternando riflessioni sul presente della musica a ricordi di carriera e anticipazioni sui prossimi eventi.
Nel corso dell’incontro Zucchero ha discusso del ruolo dei giovani artisti e dei social nella ripresa del live dopo la pandemia, ha ricordato passaggi fondamentali della sua vita artistica e ha confermato grandi appuntamenti per il 2027 e il 2028.
Opinioni sui giovani artisti e il ritorno dei concerti
Il cantante ha spiegato che oggi il live è più facile da riempire grazie a una nuova energia collettiva: la voglia di divertirsi e una comunicazione più rapida.
Ha elogiato nomi contemporanei, citando in particolare Salmo come artista che gli piace molto e con cui ha condiviso «due o tre» live come special guest. Nella sua analisi Zucchero ha usato parole forti parlando del potenziale comunicativo dei giovani: «E’ una macchina da guerra», un complimento riservato ad alcuni performer capaci di muovere folle.
Ha menzionato anche Blanco e Marracash come esempi di linguaggi nuovi che si impongono sul palco.
Riflessioni sul successo e sui grandi numeri
Parlando di colleghi, Zucchero ha ironizzato su Ultimo definendolo «E’ una macchina da guerra» e osservando che il cantante ha raccolto grande pubblico. Con la sua consueta vena provocatoria ha commentato quei numeri con la battuta che «il nome fa tanto», richiamando l’attenzione sui meccanismi che incidono sul consenso popolare.
Ricordi celebri: Miles Davis, Freddie Mercury, Robert Plant e i grandi eventi
Il racconto è poi scivolato sui momenti storici della carriera: l’incontro a New York con Miles Davis durante il quale il musicista gli disse «I need your energy», frase che Zucchero conserva come un sigillo; la telefonata di Freddie Mercury legata a Wembley; l’aurora boreale vista a Tromsø insieme a Robert Plant durante il concerto per Mandela; la partecipazione al Live Aid e il debutto da supporter di Eric Clapton alla Royal Albert Hall di Londra. Questi episodi, ricostruiti dal cantante, segnano la sua carriera e sottolineano i contatti internazionali che hanno arricchito il suo percorso artistico.
Il rapporto con il mestiere di autore
Zucchero ha riconosciuto la difficoltà di tornare in studio con materiale nuovo dopo aver scritto oltre 350 canzoni: a suo avviso oggi non basta mantenere il successo, bisogna giustificarlo con un progetto convincente. Per questo motivo ha detto che un album rischia di richiedere almeno «8-9 brani, coi coglioni», ribadendo il peso dell’intenzionalità artistica.
Annunci: San Siro 2027 e le celebrazioni per Blues
Tra le notizie annunciate c’è il gran finale del progetto Baila, fissato per il 10 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano, una serata pensata come chiusura ideale del percorso dedicato ai 25 anni del brano. Zucchero ha inoltre svelato che l’album Blues pietra miliare della sua carriera, compierà 40 anni nel 2027 e sarà celebrato con una festa particolare: dieci serate all’Arena di Verona nel periodo del suo compleanno a settembre seguite da altre dieci date nel 2028. Il manager dell’artista ha definito l’Arena di Verona «una location per lui molto speciale», confermando l’impegno su scala estesa.
Per il tour estivo Zucchero è accompagnato da una formazione internazionale di musicisti che contribuisce a rendere lo show una serata di respiro globale e a valorizzare la rimasterizzazione della hit Baila in italiano, inglese e spagnolo.
Note politiche e culturali nelle dichiarazioni
Il cantautore ha commentato temi di attualità culturale e politica con la sua abituale ironia: citando il poeta Walt Whitman e l’espressione «contengo moltitudini», ha spiegato il suo approccio al rapporto tra artista e impegno pubblico. Su Sanremo ha detto che «non è un campionato, è una partita di ping pong» e ha sottolineato la sua preferenza per una selezione per l’Eurovision che non coincida necessariamente con il vincitore del festival, aggiungendo che «deve andare uno che ha i coglioni, deve essere uno competitivo» e pungolando la memoria collettiva con la battuta: «Chi si ricorda il barbuto che aveva le tette da donna?». Infine, sulla proposta di assegnare il Nobel per la Pace a Lampedusa, ha chiosato: «Va benissimo, mi sembra giusto: basta che non lo diano a Trump».
Questa serata al Dall’Ara prosegue il filo narrativo di un artista che unisce memoria, spettacolo e piani futuri: dal palcoscenico delle città italiane alla promessa di grandi celebrazioni nei prossimi anni, Zucchero conferma la sua capacità di trasformare un singolo brano in un evento che attraversa generazioni.
