> > Commissione di Garanzia segnala pericolo costituzionale per blocchi dei tir

Commissione di Garanzia segnala pericolo costituzionale per blocchi dei tir

Commissione di Garanzia segnala pericolo costituzionale per blocchi dei tir

Il Garante denuncia l’emergenza causata dai blocchi dei tir e chiede interventi rapidi per salvare le forniture di beni essenziali.

Le ultime giornate hanno visto una nuova ondata di blocchi dei tir che ha nuovamente paralizzato la distribuzione di beni di prima necessità in gran parte del Sud Italia. Nonostante alcune associazioni di autotrasportatori abbiano revocato spontaneamente le manifestazioni, la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha ritenuto necessario intervenire per tutelare la salute, la sicurezza e la libertà di circolazione dei cittadini.

Il provvedimento è stato formalizzato nella sede della Prefettura di Napoli, dove il prefetto Michele di Bari ha partecipato a un tavolo di confronto con rappresentanti istituzionali e imprenditoriali. L’obiettivo dichiarato è “adottare le misure e i provvedimenti necessari a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese”, come indicato nella nota della Commissione.

Commissione di Garanzia segnala pericolo costituzionale

Il documento della Commissione, redatto ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. f, della legge n. 146 del 1990, sottolinea che la persistenza dei blocchi stradali costituisce un pericolo grave e imminente per i diritti costituzionali. In particolare, la libertà di circolazione, la sicurezza dei consumatori e l’accesso a beni di prima necessità sono stati messi a rischio da interventi che violano il Codice di autoregolamentazione del settore dei trasporti.

La Commissione ha inoltre osservato che, sebbene alcune sigle abbiano dimostrato senso di responsabilità revocando le iniziative, la diffusione dei presidii rimane “insostenibile” e sta aggravando la carenza di carburante, già al prezzo di 2,3 €/litro sulle autostrade, e di prodotti alimentari nei supermercati.

Situazione sul territorio: dalla Campania al Molise

Il nodo critico si è concentrato soprattutto in Campania, dove il 95 % delle pompe di benzina è a secco e le stazioni di servizio non riescono più a erogare carburante. Allo stesso tempo, la catena di tir fermi si è estesa per più di 48 ore lungo la statale 85, tra Venafro e Sesto Campano, creando un vero e proprio collo di bottiglia logistico.

Il presidio a Roccaravindola e la fine a Venafro

Il primo presidio del blocco è stato allestito a Roccaravindola il 19 ottobre, per poi spostarsi a Venafro, dove gli autotrasportatori hanno ricevuto un’accoglienza solidale da parte della popolazione locale. Dopo intensi contatti con le associazioni di categoria, la protesta è terminata gradualmente, con i tir che hanno ripreso il movimento verso Sesto Campano. Sul territorio di Molise, le forze dell’ordine hanno monitorato la situazione senza incidenti, ma la tensione rimane alta.

Nel frattempo, la regione ha dovuto affrontare ulteriori ricadute: le scuole e le università hanno subito interruzioni. L’Università di Salerno ha sospeso per un’intera giornata le lezioni e gli esami, citando le “perduranti difficoltà nell’approvvigionamento di carburante”.

Risposte istituzionali e richieste del Garante

Di fronte a questa emergenza, la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha richiesto alle autorità competenti di emettere una precettazione, ovvero un ordine di cessazione dei blocchi, per assicurare la continuità della circolazione delle merci. Il Garante ha ribadito che la situazione “genera un pericolo grave e imminente di lesione dei diritti costituzionali dei cittadini”, sottolineando la necessità di intervenire con rapidità.

Parallelamente, il governo ha varato un decreto-legge urgente, destinando 106 milioni di euro al settore dell’autotrasporto, 60 milioni al gasolio agricolo e 10 milioni alla pesca. Tuttavia, le associazioni di categoria hanno criticato la misura, definendola “pannicelli caldi” in grado solo di placare momentaneamente le proteste, senza risolvere la questione strutturale del prezzo del carburante.

Le richieste chiave restano: riduzione delle accise sul gasolio, utilizzo dei proventi dell’IVA da carburante per abbassare i prezzi alla pompa e un sostegno più consistente alla liquidità delle imprese di trasporto. Senza tali interventi, il rischio di ulteriori blocchi e di una crescente carenza di beni di prima necessità persiste.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app